Visualizzazione post con etichetta Notizie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Notizie. Mostra tutti i post

giovedì 30 dicembre 2010

Un anno di Blog

Circa un anno fa si realizzava il progetto di un blog con notizie e informazioni sul comune di Pietrabbondante. In questo post vogliamo inserire un documento da noi stilato che analizza i risultati conseguiti in quest'anno, sviscerando i dati di tutte le piattaforme usate (visite, iscrizioni, ecc.). I traguardi raggiunti non sono di poco conto per un piccolo blog pertanto invitiamo tutti i lettori a leggere e condividere. Fieri e onorati dei risultati e degli apprezzamenti di stima auspichiamo che il progetto venga portato avanti anche l'anno prossimo.
Un caro saluto
I ragazzi del servizio civile

UN ANNO DI BLOG

lunedì 20 dicembre 2010

Il Molise premiato a Paestum

Una notizia un po' vecchia che ci era sfuggita ma che inseriamo molto volentieri a riprova di come investire sul turismo culturale e, in questo caso, archeologico sia un'operazione di spessore che porta i suoi frutti. Tutti i tagli alla cultura, pertanto, vanno condannati senza appello.


Il Molise premiato a Paestum. Dal Presidente della regione Campania Stefano Caldoro una targa riconoscimento alla Regione Molise nell'ambito della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum.

Il Molise premiato a Paestum. E' stato direttamente il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che a sorpresa ha consegnato una targa di riconoscimento alla Regione Molise. Un premio assegnato dall'organizzazione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum attribuito quale riconoscimento al Molise per il miglior allestimento dello stand.
E' stato il direttore della BMTA, Ugo Picarelli, a consegnare nelle mani dell'on. Caldoro l'ambita targa affidata al presidente dell'Associazione Turistica Molisana Giulio Sansone.
Stefano Caldoro si è trattenuto cordialmente nello stand del Molise- “Qui sono a casa” - ha detto complimentandosi per il riconoscimento ottenuto.
Un premio giunto a sorpresa tra gli applausi e le congratulazioni che non ha fatto altro che confermare l'apprezzamento unanime per l'originale area espositiva. La più fotografata della fiera.

Boom di presenze oggi per la giornata conclusiva della 13esima Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum (Salerno). Un vero e proprio bagno di folla nell'apprezzato stand del Molise dove si sono avvicendati visitatori italiani ed operatori stranieri, attratti da una regione nuova e tutta da esplorare.
Positivo il commento del presidente dell'Associazione Turistica Molisana che insieme all’assessorato al Turismo della Regione Molise, la Provincia di Isernia e la Soprintendenza Regionale per i Beni Archeologici ha rappresentato il nostro territorio: “Un'esperienza da ripetere. Interessanti i contatti con i diversi buyers, curiosi di scoprire una terra inedita da proporre per una vacanza alternativa, a contatto con la natura, da vivere in maniera soft. 

Se tra la maggior parte degli avventori al nostro stand il Molise è tutto ancora da conoscere, non è così per i tanti visitatori campani. Il Molise lo conoscono in quanto regione confinante, il 90% di loro ha visitato Sepino, ma hanno mostrato interesse per i numerosi altri siti possibile meta di viaggio- ha spiegato Giulio Sansone- La ciclica presenza alla fiera ha favorito inoltre il confronto con gli altri espositori che si sono complimentati, insieme a tanti rappresentanti istituzionali di diverse regioni italiane, per l'innovativo allestimento dell'area espositiva molisana e la professionalità dello staff che ha saputo accogliere, informare in modo accattivante ed invogliare i potenziali turisti. Strategica la posizione dello stand, in un'area di passaggio di fronte alla Provincia di Salerno che ha favorito un flusso costante di gente”.
Il Molise è stato protagonista della Borsa anche con il convegno: “Paesaggio molisano da tutelare” che ha puntato i fari su alcuni dei siti archeologici più rappresentativi della regione sfregiati da parchi eolici da realizzare o già presenti. L'architetto Stefano D'Amico, Soprintendente architettonico del Molise, ha illustrato la stretta connessione in regione tra archeologia e paesaggio, relazione forte e simbiosi inscindibile che racconta la storia di una terra e di un popolo.

Le torri eoliche, sparse in molti siti sottoposti a tutela paesaggistica, minacciano da vicino anche parchi come Altilia e Pietrabbondante, siti che attraggono 10mila presenze l'anno. “Antichi resti di importanti civiltà del passato situati in aree incontaminate rappresentano un valore aggiunto poiché il paesaggio ambientale è lo stesso da millenni, identico all'epoca in cui sono vissuti i monumenti” ha affermato l'archeologa Stefania Capini.
Alla presenza del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che oggi ha passeggiato tra gli stand della fiera, è calato il sipario sul più importante evento internazionale a tema tenutosi in provincia di Salerno, territorio in cui si trovano due siti archeologici fra i più rilevanti al mondo tutelati dall'Unesco. L'evento ha suscitato l'attenzione del mondo scientifico nazionale ed estero collocandosi al centro dell'interesse della stampa internazionale specializzata. 

21 novembre 2010 (Molisenotizie)

Un lembo di cielo

L'associazione Forche Caudine ha mandato una mail a tutti i lettori con gli auguri per il Natale, aggiungendo una poesia molto bella che ho ritenuto giusto pubblicare.
Quest'anno hanno scelto Giovanni Cerri, maestro elementare di Casacalenda (Campobasso), nato nel 1900 e sicuramente tra i migliori poeti dialettali molisani.

NU ZINNE DE CIELEUN LEMBO DI CIELO
Jett'u iuvve de tutt'i penziere che fanne nere 'a vocca du core e va' p'a vie di Chiuppetielle. Allochet' abballe ce sta 'na funtanelle e dent'u beverature tutt'i notte 'na stelle recchiare l'acque ndrevedate di cielle. Làvet'i mane e dent'a iemmelle vìvete nu zinne de ciele, se te vuò sentì stelle de notte miezz'i stelle du ciele.Getta il giogo di tutti i pensieri che fanno nera la bocca del cuore e va' per la via dei Pioppelli. Laggiù nella valle c'è una fontanella e nell'abbeveratoio tutte le notti una stella rischiara l'acqua intorbidita dagli uccelli. Lavati le mani e nella giumella bevi un lembo di cielo, se ti vuoi sentire stella di notte in mezzo alle stelle del cielo.


lunedì 13 dicembre 2010

Il sannita in tv

Da un servizio uscito sul tg5 nei giorni scorsi il modellino della statua del sannita di Pietrabbondante fa la sua comparsa vicino al presidente Fini, durante il suo incontro con i ragazzi del liceo scientifico Majorana di Isernia. Una bella vetrina per il nostro monumento più famoso.




lunedì 22 novembre 2010

La Regina e Settis difendono il valore universale della cultura, contro la spettacolarizzazione turistica dei beni culturali





LA REGINA: "I MANAGER? SERVONO SOLO A FARE CASSA"
Int. a ADRIANO LA REGINA di ALESSANDRO CALVI, RIFORMISTA del 11/11/2010 a pag. 2/3 

ROVINE I SIMBOLI DELLA NOSTRA CIVILTA' CHE RISCHIANO DI DIVENTARE MACERIE
SALVATORE , REPUBBLICA del 11/11/2010 a pag. 44

LA CULTURA E' LA PROTEINA NOBILE DELLA DEMOCRAZIA, DICE ELISABETTA RASY
FOGLIO del 11/11/2010 a pag. 2

A FIRENZE UNA DAVOS PER ARTE E CULTURA
STEFANO BUCCI, CORRIERE DELLA SERA del 11/11/2010 a pag. 39

QUELLA "MEDICINA PREVENTIVA" CHE SALVA LE ROVINE
ANDREA CARANDINI, CORRIERE DELLA SERA del 11/11/2010 a pag. 42

Rinasce il Tempio di Venere. Per dimenticare la vergogna di Pompei 
Lauretta Colonnelli, Corriere dell Sera, 11 novembre 2010 

AREA ARCHEOLOGICA, ECCO LA MAPPA DEI SITI A RISCHIO
VALERIA CHIANESE, AVVENIRE del 11/11/2010 a pag. 10

ARCHEOCLUB
XIII edizione della Borsa mediterranea del Turismo Archeologico

La Regina: "I Manager? Servano solo a fare cassa"

giovedì 18 novembre 2010

Festa dell'albero a Carovilli


Il Circolo Piccoli Borghi ha organizzato per sabato 20 novembre a Carovilli la Festa dell'albero. La manifestazione si svolgerà in Via dei Frattari zona Campo Sportivo dalle ore 10.30 alle ore 12.00 circa e sono state coinvolte le scuole dell'Istituto Comprensivo Statale "Molise Altissimo (Carovilli,Chiauci, Pescolanciano,Roccasicura, San Pietro Avellana,Pietrabbondante.Capracotta), mentre il Corpo Forestale dello Stato ha fornito le piantine che saranno piantumate sperando in una bella giornata senza pioggia.


mercoledì 17 novembre 2010

I musei senza difesa

Il sovrintendente «Con i fondi disponibili ci occupiamo della fruizione dei beni»

Daniela Lombardi Risorse economiche minime, che però si tenta di spendere nel migliore dei modi, fondi per la manutenzione stanziati ma non ancora giunti nelle casse della Sovrintendenza ai beni culturali, carenza di personale dovuta ai pensionamenti ai quali non seguono nuove assunzioni. Le criticità che rendono difficili interventi immediati e di sicura efficacia per la valorizzazione dei siti archeologici regionali non mancano, come ammesso dal Sovrintendente per il Molise Alfonsina Russo. Ma ciò che viene sottolineato, dopo la segnalazione di alcuni aspetti da tenere sotto controllo per evitare grossi «sfasci» effettuata dall'archeologo Gianfranco De Benedittis, sono anche i dati positivi. «Quelle poche risorse che ci arrivano cerchiamo di spenderle per aumentare la fruibilità dei beni da parte del pubblico. Con progetti specifici siamo riusciti a riallestire il museo di Venafro, ad aprire al pubblico il teatro di Venafro dopo averne anche restaurati gli affreschi, come pure ad ottimizzare il museo di Campobasso con 100mila euro derivanti dai fondi del Lotto. Inoltre siamo arrivati a stipulare una convenzione con il Comune di Larino per dare un migliore servizio di custodia al parco di Villa Zappone e, sempre attraverso convenzioni con i rispettivi Comuni, abbiamo ampliato gli orari di apertura dei siti di Pietrabbondante e Sepino». È proprio questa dell'accordo con i Comuni sul cui territorio si trovano le opere o in altri casi con le associazioni, la chiave per assicurare la custodia e la valorizzazione dei siti archeologici secondo Alfonsina Russo. Anche perché, viene detto, la situazione economica e del personale della Sovrintendenza non è rosea. «Per la manutenzione, i fondi sono pochi e spesso arrivano in cassa in ritardo. Per questo abbiamo avuto difficoltà nel ripulire dalle erbacce il tempio di San Giovanni in Galdo (la segnalazione era sempre di De Benedittis ndr), ma ogni sforzo è stato fatto. Si tratta però di interventi che vanno effettuati periodicamente, non una tantum», spiega ancora il Sovrintendente. Discorso ulteriore è quello relativo alle risorse umane, che hanno a che fare con una notevole mole di lavoro alla quale non corrisponde un reclutamento soddisfacente nel numero. «Il Ministero prevede la presenza di quattro funzionari per territorio che devono controllare tutti i lavori pubblici, come la costruzione di strade o metanodotti. Ci hanno poi inoltrato oltre 200 progetti riguardanti l'installazione di parchi eolici o fotovoltaici ai quali per legge dobbiamo rispondere entro tempi determinati. Infine, ai pensionamenti non corrispondono nuovi concorsi. Un'intera generazione di archeologi ed altre figure professionali andrà in pensione entro quattro anni e non è previsto ricambio generazionale», viene approfondito. Insomma, solo la sinergia con gli enti territoriali appare come strada per assicurare ai siti, soprattutto quelli nei quali non esiste un presidio permanente della sovrintendenza (presente solo nei siti principali quali Pietrabbondante, Sepino-Altilia, Venafro, Larino e Isernia) quel minimo di attenzione che assicuri di mantenere nel tempo l'arrivo di visitatori e, di conseguenza, la giusta attenzione e tutela. (Fonte: Il Tempo)

lunedì 15 novembre 2010

Ancora a proposito di pale eoliche

In questi ultimi giorni si sono andati sommando articoli e segnalazioni che cerchiamo di sintetizzare in questo post inserendo i link e l'articolo apparso sul Messaggero.


ROMA - "I pescecani del nuovo business in Molise: la camorra e una torta da 4 miliardi" è l'occhiello dell'approfondita inchiesta sull'eolico, condotta dall'inviato Nino Cirillo e pubblicata sul quotidiano "Il Messaggero" di venerdì 12 novembre dalla prima pagina.
"La trincea è qui, a Porta Tammaro, lungo la statale per Benevento, una fettuccia dritta dritta, con il Matese che guarda bonario da una parte e le alture che portano a Campobasso dall'altra - scrive Cirillo nell'attacco del pezzo. "Se gli affari delle pale passano anche qui, allora è finita, allora sarà il caso, per l'intero Molise, di rassegnarsi: alle royalties che servono per fare campagna elettorale, agli impianti venduti a milioni di euro prima ancora di entrare in funzione, alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Tante torri devono ancora venir su, tanti progetti aspettano di essere approvati". 
Cirillo fotografa impeccabilmente una realtà. Scrive di una situazione che sta avvelenando la vita dei molisani ancora prima che le pale spuntino. Di una realtà che rischia di rivoluzionare gli stili di vita, suscitando gli appetiti più biechi.
Il discorso si concentra su Altilia, uno dei simboli - purtroppo poco conosciuti - del Molise archeologico. Non a caso definita "La Pompei del Sannio". Cirillo è netto.
"La trincea è qui perché qui ci sono le rovine di Altilia, una magnificenza di resti sannitici e romani, e anche di caseggiati settecenteschi da togliere il respiro, che se solo si sapesse in giro per il mondo ci sarebbero già i giapponesi e gli americani a fare la fila. Perché qui, nel Terzo secolo Avanti Cristo, il console Lucio Papirio Cursore vinse una battaglia campale contro le popolazioni locale, una battaglia con 7.400 morti, e conquistò definitivamente queste terre per Roma. La trincea è qui, perché da queste colonne preziose, da questo teatro unico al mondo - unico perché prevede anche un'uscita speciale all'esterno per il pubblico - dovrebbe essere goduta presto la vista di sedici pale eoliche, a una distanza di nove-dieci chilometri, sulle colline di San Giuliano del Sannio e Cercepiccola, comuni sperduti eppure bellissimi anche loro, puliti, ricchi di storia, ricchi ancora di vita".
L'articolo pubblicato sul quotidiano "Il Messaggero", oggetto di telefonate tra i tanti romani d'origine molisana che animano la Capitale, fa giustizia alla terra d'origine poco citata dagli orgtani d'informazione.
"Sepino è la bandiera di questa battaglia - si legge sul quotidiano romano - nonostante non sia proprio quella messa peggio. Ma i casus belli, si sa, nascono per caso, sono spesso fatti di simboli, di suggestioni, di coincidenze".
Il giornale riporta la battaglia strenue e costante della Rete di associazioni, che include - sin dalla prima ora - anche "Forche Caudine", il circolo dei molisani a Roma, che ha ricevuto centinaia di mail di appoggio da tanti corregionali non solo a Roma ma in tutto il mondo.
"E allora anche il solo fatto che le pale siano visibili lassù, anche a una distanza non proprio incombente, viene considerato uno scempio. Non da una, ma da novantanove associazioni ambientaliste raggruppate in una Rete e decise a vendere cara la pelle, anzi la vista dalle rovine di Sepino". Il presidio costante di Porta Tammaro, presso Sepino, è l'emblema di una battaglia che rappresenta anche un segnale di speranza per il risveglio civile di un popolo molisano senza confini geografici.
"Sepino non è quella messa peggio - continua Cirillo - perché è tutto il Molise, e in maniera molto più traumatica e molto più visibile, che sta facendo i conti con questa nuova follia. Innanzitutto Pietrabbondante, in provincia di Isernia, dove a un paio di chilometri dal teatro sannitico meglio conservato al mondo, dovrebbero spuntare una decina di pale. Sì, proprio dove si riunivano i Marsi, i Peligni, gli Irpini e i Sanniti stessi, una volta l'anno, per eleggere il capo di quella federazione ante litteram delle popolazioni del nostro Sud. E dopo Pietrabbondante, Frosolone -sempre in provincia di Isernia- e poi via via verso il mare, dove le pale ci sono già, dove hanno bussato e gli è stato subito aperto, a Lucito, a San Martino in Pensilis, a Ururi. Pale, pale, e ancora pale, che di notte fanno certe lucine rosse da mettere veramente paura".
Il quotidiano entra poi nel dettaglio: "Per avere un'idea di quello che sta accadendo bisogna considerare che il Molise - terra bellissima e incontaminata prima di questo veleno iniettato lentamente e senza scrupoli - ha 4.400 chilometri quadrati di territorio e 136 comuni. Ebbene, 90 di questi comuni sono toccati da progetti di pale eoliche realizzate o da realizzare, e gli altri 40 c'è da temere che presto lo saranno. E' un assalto. Secondo il consigliere regionale del pd Michele Petraroia, un po' la guida spirituale della Rete ambientalista nata attorno a Sepino, «sono già 436 le torri installate e addirittura potrebbe essere anche fra le 2.500 e le 5.000 quelle richieste». I dati che offre l'assessore regionale all'Ambiente Salvatore Muccilli si discostano, ma non di moltissimo: a tre mesi fa, 373 torri eoliche installate, 155 che hanno già ricevuto il placet del suo assessorato, quindi a buon punto nell'iter, e 1.340 domande da esaminare («Ma, a occhio, moltissime le bocceremo»). Mettono paura anche altri calcoli. Secondo Petraroia, già oggi «con la sola energia eolica delle torri installate il Molise produce il 72 per cento dell'energia di cui ha bisogno». Se alle pale «aggiungiamo il termoelettrico, l'idroelettrico e il fotovoltaico, siamo al 110 per cento». Quindi, di cos'altro avrebbe bisogno questa regione? Ma se addirittura proiettiamo le pale richieste, sempre secondo Petraroia, «il Molise arriverebbe a produrre quattro volte l'energia di cui ha bisogno». Per farne che? Per immetterla dove, se la rete non è neanche pronta a convogliarla?".
La situazione è davvero drammatica. Perché il territorio molisano, uno dei meno battuti dal turismo e una delle poche risorse - anche potenziali - della Regione, rischia di abrutire in modo irreversibile.
Il quotidiano riporta le dichiarazioni dell'assessore Muccilli: «Dobbiamo aggiornare il piano energetico regionale che è vecchissimo, dobbiamo recepire le linee guida del governo pubblicate un mese fa sulla Gazzetta, dobbiamo stabilire dei limiti alla compensazioni che le aziende offrono ai comuni. Eh sì, non vorrei che qualcuno pensasse di pagarci la campagna elettorale con quei soldi...». 
"Muccilli è arrivato al punto - spiega Cirillo. "Perché l'eolico funziona così. Bussano scatenati alle porte di questi piccoli comuni gli "sviluppatori", questi mezzani delle pale, che a nome di piccole, piccolissime società, "esseerreelle" con diecimila euro di capitale, vanno in cerca dei terreni e contrattano l'autorizzazione. Al sindaco offrono «ristori ambientali», cioè compensazioni in denaro, cioè royalties, intorno ai 90-100mila euro l'anno, con qualche piccola percentuale sull'energia che verrà prodotta. Anche a non pensar male, sono soldi preziosi per piccole amministrazioni allo stremo". 
L'approfondito articolo si sofferma poi sul sindaco di Sepino, Antonio Mosca che "si vanta di essere un ex democristiano", scrive Cirillo forse con un po' d'ironia, "ma che soprattutto proclama: «Io non sono contro l'eolico selvaggio, sono proprio contro l'eolico. Io, il mio territorio non lo svendo e neppure lo vendo». Beato lui, perché le pale della discordia sono una grana per i suoi due colleghi dei comuni che gli stanno di fronte. «Ma da me non sono venuti neppure a bussare», precisa con puntiglio il sindaco Mosca. E invece continuano a bussare da tante altre parti". 
Il pezzo torna su Petraroia e su un suo ficcante ragionamento: "In capo a dieci anni, se tutti i progetti fossero approvati, i pescecani dell'eolico ci guadagnerebbero, in Molise, qualcosa come quattro miliardi di euro, lasciando alle amministrazioni locali solo le briciole, intorno ai 30 milioni".
L'assessore Muccilli conferma che il business si scatena anche se la pala ancora non gira. «Sa quanto può valere un progetto approvato? Cioè il solo placet che la piccola società decide di rivedersi alla multinazionale dell'energia? Anche cinque milioni di euro...». 
"Ecco l'arcano, c'è un passaggio significativo di denaro ancora prima del "certificato verde" vero e proprio, di quell'assurdo strumento di scambio, cioè, che consente ai piccoli di speculare e ai grandi di mettersi in regola con Kyoto, ma che funziona solo quando l'energia si comincia effettivamente a produrre - spiega efficacemente il giornalista del quotidiano romano. E insiste: "Le ultime notizie non sono buone affatto. Il Consiglio di Stato, affrontando la questione di Sepino, in una sentenza emessa l'8 ottobre scorso ma resa pubblica solo qualche giorno fa, ha deciso che la Essebiesse quelle pale può metterle eccome, che ha tutte le carte in regola per farlo, tutte le autorizzazioni prevista e concesse via via nel tempo. Il fatto che la Soprintendenza ai Beni Ambientali del Molise, nella primavera scorsa, abbia posto nuovi vincoli, sentenzia con buona ragione il Consiglio di Stato, non può inficiare la validità di tutta quella procedura. Si rimane così aggrappati a un filo, almeno per Sepino perché per il resto del Molise pendono una cinquantina di ricorsi. Si rimane aggrappati a una sentenza che il Tar del Molise dovrebbe pronunciare fra un mese. Ragiona l'avvocato Matteo Iacovelli, che rappresenta l'Amministrazione provinciale di Campobasso costituitasi in giudizio: «Il Tar potrebbe anche dichiarare prescrittivo, al di là di tutte le autorizzazioni già concesse, l'articolo 9 della nostra Costituzione, quello che sancisce la tutela del paesaggio».Non diremmo tutto, se non parlassimo anche di camorra. Tutti la vedono a ogni angolo, tutti scrutano con sospetto le piccole società che magari provengono dalla provincia di Caserta, ma anche da Milano, da Brescia e da Torino, e tutti temono, come è avvenuto in Sicilia, che anche qui i clan stiano dando l'assalto all'eolico. Se non l'hanno già dato. Prove non ce ne sono, tanto meno inchieste aperte dalla Procura Antimafia". Il pezzo conclude emblematicamente: "Ma camorra o non camorra, non basta già tutto questo?". (Fonte: Forche Caudine).

Eolico, l'affare delle pale ferme che valgono milioni di euro





da questa lettera riportiamo un passo:

“E' un territorio in cui è possibile, ad ogni passo, superare i limiti del tempo: tutto nella vallata ha origine da Altilia, città museo aperta al mondo, crocevia di popoli e di diverse civiltà, l'antica Saepinum, città del passato fondata sul tratturo, millenario percorso dei pastori: costruita da cavalieri antichi, i quali poi l'avevano abbandonata per andare a liberare il Santo Sepolcro in Terrasanta. Ma si diceva che sarebbero ritornati, chissà quando, e che allora la città sarebbe ridiventata bellissima, con le sue mura, le sue chiese, le sue piazze, le sue fiere piene di gente…” Così il famoso Adriano La Regina, che è stato anche Sovrintendente dei Beni Archeologici di Roma, descrive “la Valle del Tammaro”, nel Molise.

giovedì 4 novembre 2010

Eolico in Molise: la giustizia dà il via libera

ROMA - Il Consiglio di Stato, in linea con la maggior parte delle previsioni, ha respinto il ricorso del ministero dei Beni culturali sulla vicenda dell'installazione di pali eolici a ridosso dell'area archeologica di Altilia, in provincia di Campobasso. Ciò equivale ad una sorta di via libera per l'ulteriore comparsa di strutture per l'energia eolica nel territorio molisano. 
Il parco eolico dovrebbe quindi sorgere in località Castagna, nei territori dei Comuni di Cercepiccola, Sepino e San Giuliano del Sannio, in provincia di Campobasso, per il quale i giudici hanno dato il via libera. In attesa, invece, i parchi eolici di Vastogirardi, Monteverde di Vinchiaturo e Pietrabbondante, per i quali il Tar pubblicherà la sentenza tra qualche giorno. 
La vicenda del parco eolico a ridosso di Altilia ha caratterizzato le cronache molisane degli ultimi giorni, grazie soprattutto alla nascita di un cartello di un centinaio di associazioni e comitati civici in difesa del territorio molisano. Anche l'associazione "Forche Caudine", il circolo dei molisani a Roma, ha fatto sentire la sua voce, contribuendo non solo a sensibilizzare moltissimi corregionali sparsi per il mondo (presso la sede dell'associazione sono giunte oltre un centinaio di mail di adesione all'iniziativa di contrasto dell'installazione eolica), ma anche a far votare una mozione congiunta di tutti i gruppi consiliari del Comune di Roma, essendo Altilia città storica romana. 
Ora però, in virtù della decisione assunta dal Consiglio di Stato, potrebbero essere 16 le torri eoliche che verranno installate su un crinale tra i 500-600 metri sul livello del mare a qualche chilometro dalla zona archeologica di Altilia, di fronte alla catena del Matese. 
Il Consiglio di Stato, in sostanza, ha ritenuto che quanto stabilito nel 2005 dalla direzione regionale della Sovraintendenza riguardo alla creazione di un impianto eolico nell'area della Castagna fosse ancora valido e quindi i vincoli frapposti di seguito vengono ritenuti inutili. 
Ora pendono altri ricorsi che riguardano Vastogirardi (12 pali), Santa Maria di Monteverde di Vinchiaturo (10 pali) e Pietrabbondante (16 pali), sempre avanzati dal ministero dei Beni culturali contro numerose ditte del settore. 
Il consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia, in prima linea contro l'eolico, ha inviato una lettera ai ministri Bondi ed Alfano, al presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi, al presidente della giunta regionale Iorio e alla Procura della Repubblica di Campobasso. Invita le istituzioni a fermare la realizzazione dell'impianto eolico in uno dei siti più suggestivi e antichi della regione perché l'ente Regione accolga la moratoria proposta dalla rete delle associazioni ambientaliste e affinchè il Governo faccia un altro provvedimento uguale a quello emanato per la Valtellina dove è stato bloccata un'analoga iniziativa che presentava un progetto di impianto eolico tra le province di Sondrio e di Bergamo. 
Il Molise rischia di diventare la prima regione per installazione di pale eoliche. In Regione sono ferme per motivi tecnici amministrativi e procedurali, richieste per circa 5 mila pale eoliche. Altri ricorsi si riferiscono a Guglionesi, Matrice e Toro. I pali eolici in Molise al momento sono 420. Sotto accusa anche la cosiddetta "legge Berardo" che avrebbe dato il via libera a molte aziende. E c'è chi ipotizza anche la presenza della criminalità organizzata dietro qualche ditta. (Fonte: ForcheCaudine)

lunedì 25 ottobre 2010

Ecomafia - E i clan portano i veleni in Molise

Esula un pò dal nostro blog ma è bene che venga condiviso e pubblicato.


di Rosaria Capacchione

NAPOLI (24 ottobre) - Al di là del Matese, lontano dagli occhi e dalle rotte battute dai trafficanti di veleni da vent’anni a questa parte. Si sono trasferiti là, in Molise, gli ecomafiosi collegati al clan dei Casalesi, gli uomini che hanno gestito il trasporto dei rifiuti tossici fino alle discariche, ormai sequestrate e inagibili, di Giugliano, Licola, Parete.

Operano soprattutto in provincia di Isernia, non disdegnano quella di Campobasso dove corteggiano due impianti autorizzati dalla Regione: la discarica di Montagano e il depuratore Cosib di Termoli.

Il monitoraggio avviato dalle associazioni ambientaliste molisane e dalle Procure di Santa Maria Capua Vetere, Larino e Isernia segnala il rischio di infiltrazioni camorristiche e la presenza di imprenditori del settore.

Come i fratelli Caturano di Maddaloni e Toni Gattola, cognato del capozona casalese di Cancello Arnone e controllore della discarica Magest di Licola, già coinvolti in varie inchieste - da Re Mida a Madre Terra - sullo smaltimento illegale dei rifiuti. L’indagine conoscitiva conferma, dunque, quanto già segnalato nel 2008 dalla Dda di Campobasso, e cioè che «il Molise è diventato il punto finale di arrivo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, dove è facile occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari corrotti» . 

Sul tavolo dei magistrati di Larino è finito, nei giorni scorsi, il dossier-denuncia frutto di un’inchiesta pubblicata sul sito Primonumero.it sull’attività del depuratore e sul via vai di automezzi sospetti. «Dal lunedì al venerdì - è scritto - c’è un traffico di camion gialli con la scritta in rosso ”Autotrasporti Caturano”, per trasporto rifiuti, nel tratto Caianello-Venafro-Isernia-Bojano sino ad entrare nella zona di Campobasso: ma da lì se ne perdono le tracce». 

Antonio Caturano, viene ricordato, fu arrestato alcuni anni fa per ordine della Procura di Napoli (il pm Cristina Ribera, oggi alla Dda) nei pressi del cementificio Colacem di Venafro. Stava trasportando rifiuti tossici spacciati per fertilizzanti e destinati alla concimazione dei terreni agricoli, stesso sistema utilizzato in provincia di Caserta, dove sono state avvelenate decine di ettari di terreno, e documentato nelle due inchieste «Madre Terra». 

A far scattare l’allarme, lo smaltimento a Termoli del percolato prodotto dal consorzio unico di Napoli-Caserta; dalla discarica Colleferro, alle porte di Roma; dalla Ecoambiente di Casoria. Ma non basta. La Procura di Campobasso si starebbe interessando della discarica di Montagano nella quale, dall’agosto scorso, la Giuliani Environment è autorizzata a costruire e gestire un impianto per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi. 

Denunciano le associazioni ambientaliste: ogni anno arrivano nella discarica di Montagano circa 50.000 tonnellate di rifiuti, non solo da Molise, e camion senza alcuna autorizzazione prefettizia di cui non si conosce né il carico né la provenienza. Aggiunge il consigliere regionale del Pd Michele Petraroia: «Si è accertato che ci sono circa 36.000 tonnellate di rifiuti, un quarto del totale dei rifiuti conferiti nelle discariche molisane, provengono da altre regioni, contrariamente a quanto dispone la normativa nazionale». 

E Isernia? La situazione è tutt’altro che sotto controllo. Sono una ventina le discariche abusive segnalate e sequestrate negli ultimi due anni. E non è ancora dimenticata la vicenda di Fragnete e di Colle Santa Maria, sversatoi nei quali è finito di tutto (dai rifiuti urbani a quelli chimici) e mai bonificati. (fonte: Il Mattino)

Si veda anche: Ecomafia in Molise da L'Infiltrato


RIFIUTI, I CAMION DELLA CAMORRA 
IN MOLISE

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)
“Si sono trasferiti in Molise gli eco mafiosi collegati al clan dei Casalesi, gli uomini che hanno gestito il trasporto dei rifiuti tossici fino alle discariche, ormai sequestrate e inagibili, di Giugliano, Licola, Parete. Operano soprattutto in provincia di Isernia, non disdegnano quella di Campobasso dove corteggiano due impianti autorizzati dalla Regione: la discarica di Montagano e il depuratore Cosib di Termoli”. In questo modo la giornalista de Il Mattino Rosaria Capacchione, minacciata di morte dalla camorra, si è espressa in un articolo uscito ieri su Il Mattino (“E i clan portano i veleni in Molise”). Da troppi anni in Molise è stato lanciato l’allarme. Secondo Rosaria Capacchione, che abbiamo sentito telefonicamente: “I segnali c’erano anche prima. Adesso ci sono più strumenti e più capacità per riconoscere quei segnali. Stiamo parlando di una situazione stabile. Loro si spostano dove ci sono i soldi da fare. E, soprattutto, dove possono operare più tranquillamente”. E in Molise operano da anni in silenzio. Per la classe dirigente di questa Regione “il Molise è un’isola felice”. Non è affatto così. In Molise le mafie fanno i loro sporchi affari. Riciclano il denaro sporco, investono e sversano i loro veleni. Già dieci anni fa si poteva apprendere dal Rapporto annuale sul fenomeno della criminalità organizzata: “Il Molise risente sia lungo la fascia adriatica che nella zona di Venafro e Termoli, di infiltrazioni dei sodalizi criminali pugliesi e campani. Nella provincia di Campobasso si sono, inoltre, verificati episodi estorsivi perpetrati da gruppi criminali di origine campana e pugliese, in collegamento con pregiudicati locali”. Nel Rapporto era chiaramente indicato che “nella provincia di Isernia la criminalità organizzata campana è attiva nel settore del traffico di sostanze stupefacenti; nelle zone di Venafro e del Matese (area, quest’ultima, condivisa con la provincia di Caserta) sarebbe inoltre riuscita ad infiltrarsi nel tessuto economico locale mediante il controllo di attività imprenditoriali. L’area a ridosso dei confini campani risente dell’influenza del clan La Torre di Mondragone (CE). Si sono, altresì, evidenziati segnali di acquisizioni, da parte di affiliati a cosche di origine catanese, di aziende da sfruttare per il riciclaggio di capitali illeciti”. Nel rapporto si evidenziano le operazioni più significative compiute dalle forze di polizia. Come quella del 13 luglio 2000 fatta a Termoli, dove i militari dell’Arma dei Carabinieri arrestarono il latitante Aniello Bidognetti, elemento di spicco del clan dei Casalesi, responsabile di associazione di tipo mafioso finalizzata alla commissione di omicidi, estorsione ed altro. Solo dopo dieci anni si è arrivati a siglare un Protocollo di Legalità tra la Prefettura di Isernia, la Provincia, le forze dell’ordine e diversi Comuni. Nel maggio scorso, precisamente a Cantalupo del Sannio, la divisione anticrimine della Questura di Napoli, mise le mani sui beni del boss di Sant’Anastasia Antonio Panico. Il valore degli appartamenti e dei terreni sequestrati si aggirava intorno ai due milioni di euro. Come non ricordare l’arresto di Massimiliano Conti, il 38enne originario di Pescolanciano, uno dei titolari delle quote societarie della sala “Bingo Boys” di Teverola, già al centro di inchieste di camorra. Mentre nel luglio scorso la direzione distrettuale antimafia di Napoli, nel blitz che portò in carcere 44 persone, evidenziò la presenza di due soggetti, presunti affiliati dei casalesi, a Toro, in provincia di Campobasso. Da qualche settimana avevano preso in affitto una casa nel piccolo centro molisano. In provincia di Isernia nel febbraio scorso, grazie all’operazione della guardia di finanza di Caserta, vennero messi i sigilli ai beni dell’imprenditore del gas Giuseppa Diana. L’esponente del clan dei Casalesi che aveva tentato anche la scalata per l’acquisizione della Lazio Calcio. I tanti segnali, come il sequestro di un’azienda (che operava solo sulla carta) ad Isernia. “L’Euroingros – secondo il comandante della guardia di finanza di Isernia Giacomo D’Apollonio – sulla carta era un’attività che operava nel settore dei detersivi. Ma di fatto non ha mai operato. La società era intestata a una persona fisica inesistente”. In questa occasione si registrò la presenza di Giovanni Sciacca, imprenditore di Mondragone, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan camorristico La Torre. Lo stesso clan che compare nel rapporto sulla criminalità del 2000, predisposto dalle informazioni della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.Già alla fine degli anni ’80 il magistrato Imposimato parlava di appalti e di terra fertile per la camorra. “Anche questa Regione – si legge dalle cronache del Messaggero del 1 marzo 1988 - può costituire una terra di conquista della camorra. Bisogna vigilare”. Non si è vigilato. Il problema non è stato affrontato. “Per troppi anni il Molise – secondo l’ex presidente della Commissione Antimafia - ha sottovalutato la possibilità di infiltrazioni mafiose. Le mafie sono arrivate. La ‘ndrangheta, la sacra corona unita, la cosiddetta “società foggiana” che è quella realtà pugliese che ha una sua consistenza, la camorra. Il Molise per anni ha fatto finta di non vedere, per anni ha abbassato la guardia, per anni ha tacciato di irresponsabilità, paradossalmente isolando e colpendo, quelli che indicavano il male. Per anni questa Regione non ha fatto il proprio dovere. Le classi dirigenti di questa Regione non hanno fatto il proprio dovere”. Un episodio significativo, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, si è registrato con la testimonianza, nel 2003, di un giornalista di TeleA. Che racconta di aver seguito un camion partito da Napoli carico di rifiuti nocivi che dovevano essere smaltiti a Ferrara. Questo camion, invece di proseguire per il nord, proseguì per Caianello in direzione Venafro. Arrivato nella zona del consorzio industriale di Pozzilli, entrò in un capannone e dopo qualche ora uscì e tornò a Napoli”. Nell’articolo di Rosaria Capacchione si legge che il Molise “è il punto finale di smaltimento dei materiali pericolosi”. Ma perché proprio in Molise? Lo abbiamo chiesto alla giornalista de Il Mattino: “In Campania le discariche sono piene e sono state aperte molte indagini. Quindi si è creata una certa sensibilizzazione sull’argomento. Adesso il contadino che deve prendere la roba e la deve internare non lo fa più. E’meglio, per loro, andare altrove”. Ecco perché è stato scelto il Molise. “Perché magari – ci ha confermato la giornalista nel mirino dei clan - non se ne accorge nessuno. Ci vuole tempo prima che qualcuno prenda coscienza del fatto che quella è un’attività criminale o un’attività legale, ma fatta con i soldi della criminalità. Ci vuole molto tempo. Noi siamo più abituati a riconoscerle queste cose. In un territorio vergine è difficile”. Ma sono serviti i tanti allarmi di questi ultimi anni? “L’allarme è servito a far aprire gli occhi”. E qual è il compito dei cittadini? Per Rosaria Capacchione: “I cittadini quando vedono qualcosa di strano devono denunciarlo. Se vedono camion che arrivano di notte in aperta campagna devono chiamare i carabinieri. Stiamo parlando di attentati alla loro vita. Non ci vuole nulla per inquinare le falde”. E proprio sul via vai dei camion si deve registrare la continua presenza sulle strade molisane dei “camion gialli con la scritta in rosso Autotrasporti Caturano”. Ma chi sono questi Caturano? “I Caturano – ci spiega Rosaria Capacchione - sono una costante delle inchieste sulle ecomafie. Compaiono sempre come nome. E’ possibile che abbiano un ruolo ancora più centrale di quello che hanno finora evidenziato le indagini”. E li vediamo passare in Molise. Soprattutto di notte. Proprio uno dei Caturano, qualche tempo fa, venne arrestato nei pressi della Colacem di Venafro. Trasportava rifiuti tossici. “Con lo stesso sistema – si legge nell’articolo di Rosaria Capacchione – utilizzato in provincia di Caserta, dove sono state avvelenate decine di ettari di terreno e documentato dalle due inchieste “Madre Terra”. E proprio nell’articolo de Il Mattino viene ricordato l’intervento del 2008 della Dda di Campobasso, che già indicava la Regione come “il punto finale di arrivo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, dove è facile occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari corrotti”. Oggi, per quanto riguarda la discarica di Montagano, dove dal 2008 la Giuliani Environment è autorizzata a costruire e gestire un impianto per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi, si registrano le parole del primo cittadino. Alle quali ribatte con forza il consigliere regionale Michele Petraroia: “Il sindaco sbaglia, perché non si possono risolvere i problemi finanziari dando pareri positivi per tenere sul proprio territorio la più grande discarica del Molise. Si da l’autorizzazione per la realizzazione di un impianto di stoccaggio di rifiuti tossici e nocivi, quando la legge nazionale e il piano regionale dei rifiuti stabilisce che questi impianti, per i rifiuti speciali e tossici, vanno realizzati all’interno delle aree industriali. E’ una scelta sbagliata”. Per l’attuale componente della commissione Antimafia la questione della presenza delle mafie in Molise: “E’ un argomento con cui dovete fare i conti. Diffidate dalle classe dirigenti che difendono il buon nome della vostra Regione. Che si stracciano le vesti e gridano allo scandalo quando si affrontano tali temi. Le mafie vanno scoperte non quando ci sono gli omicidi. Le mafie vanno colpite quando riciclano. Quando costruiscono. Lì le classi dirigenti devono dimostrare la loro maturità, in quel momento devono dimostrare di voler realmente bene al proprio territorio. Di amarlo. Segnali in questi anni ce ne sono stati”. E continuano ad esserci. “Le infiltrazioni ci sono - ha dichiarato il procuratore antimafia di Campobasso Armando D’Alterio – e vanno combattute. Chiudere gli occhi non serve a nulla”.

da LA VOCE DEL MOLISE, 25 ottobre 2010


lunedì 11 ottobre 2010

Eolico in Molise Meglio il paesaggio o la sostenibilità?

Un comunicato stampa di Italia Nostra è intitolato più o meno così: Molise a rischio in arrivo cinquemila pale eoliche. Oltre 5mila pale alte da 120 a 140 metri in appena 4.437 chilometri quadrati di territorio, in pratica 1 pala e mezza per ogni chilometro quadrato, dovrebbero essere installate in MOlise. La regione, la seconda più piccola d’Italia dopo la Valle d’Aosta, da domani dovrebbe diventare la regione a più alta densità di pale eoliche. E’ attesa infatti per venerdì 8 ottobre la sentenza del Consiglio di Stato, ad opera del consigliere Rosanna De Nictolis, chiamata a decidere sul ricorso



Ritorna la polemica che da anni mette uno contro l'altro due fazioni di ambientalisti: i "paesaggisti" - sostenitori del bello della natura - e coloro che invece sono votatati alla sostenibilità a tutti i costi, alle rinnovabili a tutti i costi.
Il problema adesso è mettersi d'accordo perché se da una parte le energie rinnovabili sono una necessità impellente, una foresta di pale eoliche, che siano sulle colline o in mezzo al mare male di conciliano con gli orizzonti naturalistici italiani.
La tecnologia anche in questo settore ha fatto passi avanti veramente importanti, molti ingegneri e aziende hanno inventato e in qualche caso installato le "mini-pale eoliche". Il mini-eolico per esempio potrebbe esser un modo per accontentare tutti.
C'è poi da considerare le "esigenze" di aziende e sviluppo economico del settore delle rinnoviabili, e le esigenze di risparmio energetico anche degli enti. "Questo territorio, in cui le testimonianze archeologiche ancora vivono in rapporto armonico con i campi che le circondano, rischia di scomparire sotto l’assalto dei signori del vento, i quali, per collocare i loro sedicenti ‘parchi eolici’ - si legge nel comunicato di Italia Nostra - , hanno preso di mira i crinali delle colline molisane, sui quali però sono presenti le testimonianze della civiltà sannita, pastorale e guerriera. Numerosi impianti sono infatti previsti anche davanti a siti archeologici, storici e paesaggistici, tra i quali si sottolinea anche Pietrabbondante".
Insomma la battaglia sembra aperta anche se ancora una volta un po' troppo in sordina, se ne parla poco e si rischia di restare "al palo" della tecnologia innovativa che permetta di salvare risorse sia naturalistiche che energetiche.
(fonte: LaStampa)
 

venerdì 1 ottobre 2010

Calendario calcio a 5 serie C1 Molise - campi e orari

Inseriamo il calendario definitivo per la serie C1, calcio a 5, Regione Molise; campionato al quale partecipa anche la squadra di Pietrabbondante, e anche le denominazioni dei campi, località e orari. Il calendario è visionabile e scaricabile. Inseriamo anche il link del sito della Lega Nazionale Dilettanti sezione Molise

Calendario calcio a 5 serie C1 Molise

Campi e orari -serie c1 calcio a 5 Molise

giovedì 30 settembre 2010

Contro il nucleare

Il 3 ottobre in Piazza Vittorio Veneto a Pietrabbondante ci sarà la raccolta firme, promossa da Legambiente e l'associazione L'Incontro (Chiauci) per sostenere la legge di iniziativa popolare contro il nucleare, a favore delle energie rinnovabili.


lunedì 27 settembre 2010

L'Accademia Volley al trofeo dei Sanniti


Si conclude con il secondo posto finale la partecipazione dell’Accademia Volley alla seconda edizione del Trofeo dei Sanniti. Al PalaToronto di Pietrabbondante, in provincia di Isernia, si sfidano a distanza di un anno le squadre delle tre principali città dell’antico Sannio, l’Accademia Volley per Benevento, la Nuova Pallavolo per Campobasso e la Effe Sport per Isernia. E se l’anno scorso fu la squadra beneventana a conquistare il trofeo la seconda edizione se la aggiudica l’Isernia che si impone 2-0 nella finale con l’Accademia. Nella prima gara della giornata l’Isernia, formazione di B2 inserita nel giorne marchigiano, si impone sul Campobasso, iscritto al torneo regionale di serie C, con un limpido 3-0. Fa altrettanto l’Accademia Volley che liquida in 3 set la giovanissima formazione del capoluogo molisano, sempre combattiva in fase difensiva. Si giunge così alla terza gara tra Accademia e Isernia che diventa di fatto una vera e propria finalissima sulla distanza dei 2 set su 3. Le Streghe giallorosse lasciano in infermeria Tina Di Matteo ed Elena Pennetti con Valeria Ricciardi a mezzo servizio ma la vittoria dell’Isernia (25-21, 25-19) della ex Emilia Gaudio è comunque meritata e legittima su un’Accademia in evidente affanno. Alle beneventane non riesce così il bis ma il Trofeo Sanniti è evidentemente solo una delle numerose tappe che aspettano l’Accademia in vista della prima di campionato, prevista per sabato 16 ottobre a Vitulano contro l’Oria. (Fonte).

Dal Friuli al Molise


Un gruppo di turisti della Società Friulana di Archeologia con sede a Udine sta visitando in questi giorni il Molise. La comitiva è costituita da intellettuali, professori, archeologi, studiosi e grandi appassionati della materia. Impegnati in campagne di scavi, ricerche, pubblicazioni, insegnamenti e viaggi alla scoperta di siti d’interesse archeologico. Lo scorso anno in Campania, alla fiera del turismo archeologico Paestum, hanno incontrato gli operatori dell’A.t.m. che grazie alla loro professionalità li hanno invogliati a raggiungerci. Sono così arrivati in Molise seguendo le tracce degli antichi Sanniti, di cui hanno visitato gli insediamenti più rappresentativi come Terravecchia, San Pietro dei Cantoni, Saepinum, Pietrabbondante, Montevairano intervallando visite a siti archeologici a tour in vari borghi alla scoperta di chiese, aree naturalistiche e musei. Accolti dall’Associazione Turistica Molisana sono stati magistralmente guidati nella scoperta da Alessando Colombo ed Agnese Genova.
Entusiastici i commenti dei partecipanti al tour in Molise.

La proposta del Molise come meta di viaggio ha scoraggiato i soci poiché nessuno lo conosce ed una località di cui non si ha immagine non invoglia ad esplorarla. Siamo partiti in 23 e a conclusione del viaggio non possiamo che essere soddisfatti. E’ una regione che merita una visita, faremo un’ottima reclame. Sono felice di aver fatto straordinarie scoperte, è un luogo meraviglioso. Consiglio più promozione ed un marchio per identificare il territorio. Maurizio, archeologo

Non trovo un termine per esprimere la meraviglia di straordinarie scoperte. Una sorpresa inaspettata. Abbiamo avuto la fortuna di avere accompagnatori bravissimi che vivono il ruolo di guide turistiche come un impegno sociale e morale oltre che un lavoro. Ci hanno trasmesso l’amore per una terra straordinariamente bella e sorprendente. Adriana, sociologa

Una terra dalle linee morbidissime, dalla dolcezza dei profili dove lo sguardo si perde continuamente. Ho apprezzato l’ospitalità della gente, con tanta voglia di comunicare le bellezze e lo spirito del posto. Trasmette un’emozione che attecchisce nel cuore del visitatore. Il Molise? Una grandissima scoperta, uno scrigno di piccoli gioielli inaspettati. Barbara, insegnante

Non sapevo esistesse una regione del genere, nella quale probabilmente senza l’iniziativa della nostra Società non saremmo mai arrivati. Siamo contentissimi di averla visitata. Ci siamo sentiti esploratori di bellezze ignote. Roberto e Mariangela, appassionati

Un territorio che è riuscito a salvare la sua identità e la ricchezza di un’autentica cultura. Mi hanno commosso l’entusiasmo, la bravura, la competenza, l’amore per la loro terra dei nostri accompagnatori Alessandro ed Agnese. Spero di tornare. Grazie Molise! Maria Antonietta, architetto

“Grazie all’attività di promozione, che andrebbe incentivata, siamo riusciti ad intercettare questo gruppo che rappresenta un target di qualità per il turismo di nicchia e che si farà sicuro portavoce delle bellezze nostrane. Dopo il successo della fiera in Lussemburgo siamo pronti per vendere il Molise a Paestum, Fiera mediterranea del turismo archeologico in programma da 18 al 21 novembre prossimi a Salerno”- ha affermato il presidente dell’A.t.m. Giulio Sansone. (Fonte: altromolise)

Nella foto il gruppo ha scelto di immortalarsi proprio al centro del teatro sannitico, sottolineando l'importanza culturale del sito.

giovedì 16 settembre 2010

Un gemellaggio con Harghies?

Sonia Pesa Macera, dal paesino di Hargnies in Francia, così ci ha scritto su facebook auspicando un futuro gemellaggio tra i due comuni e noi riportiamo:

"Buongiorno faccio parte del consiglio comunale del mio villaggio che si chiama HARGNIES.molto italiani di Pietrabbondante è venuto ad installarsi in questo villaggio e noi augureremmo sapere se siete di accordo per un gemellaggio. che venivate in francia conoscere il nostro villaggio ed anche di fare dividi il vostro villaggio ai nostri francesi. credi che ciò può farsi?"

Di seguito alcune immagini del comune e il link al sito ufficiale:







lunedì 13 settembre 2010

Servizio civile a Pietrabbondante


Nell'ambito dei progetti del Servizio Civile Nazionale e della Regione Molise, anche quest'anno un progetto riguarderà il comune di Pietrabbondante. Il progetto si intitola Percorsi Sanniti e comprende il settore dei Beni artistici, storici, archeologici e culturali. Di seguito i link per i documenti del progetto e per la domanda di ammissione (info anche sul sito del comune):



Bando Molise 2010 - Servizio Civile

Le chejà celen contro il razzismo

Le chejà celen con Vania Mancini alla Manifestazione a Roma contro il razzismo e contro il piano rom della Capitale. Leggi l'articolo intero su Repubblica.



Dall'Argentina alla ricerca delle proprie radici


Una piccola soddisfazione per il blog:

Cari operatori di Pietrabbondante Blog, finalmente quella signora che scrisse dall'Argentina,Nora Di salvo, su Pietrabbondate Blog alla ricerca dei suoi parenti in Italia ,è riuscita a ritrovarli,grazie a mia madre Rina, che gli ha risposto e si è messa alla ricerca dei suoi familiari,ora sono in contatto tra di loro,una bella soddisfazione anche per voi ,credo ,che avete pubblicato il suo appello...Un saluto a voi tutti e buon lavoro...Vania mancini...
Qui sotto l'ultimo suo messaggio che lo conferma....

Cara Rina
Dopo de un tempo a buenos aires con la mia mamma, ti scrivo molto allegra perche ho ricevuto tre lettera de miei parenti a pietrabbondante!!!!!!!!!
Stiamo in contatti grazie a te!!!!!!!!! RINA NON TI PUO DIRE LA MIA FELICITA!!!!! Tu sei come una fratella per me, non se come ringraziare tutto lo fatto per te.
Vi dico che...Bruno e Giulia Pesa abitano in Svizzera, ma Silvana Pesa vive a  pescolanciano. Stiamo in contatti per la internet.
Altra possibilità per noi è SKYPE, il programma dove possiamo chat..parlare e verderci in webcam, cercarmi con il mio nome.
Un bacio grraaannnnnnndeeeeeee de la tua cara amica nora.