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lunedì 19 dicembre 2011

Pietrabbondante, un luogo incantato del Molise alla ricerca del turismo che non decolla

Cavallo di battaglia per gli amministratori del territorio, resta soffocato dalla mancanza di programmazione. Senza neppure un albergo per dormire.

È un paesino arroccato sull’Appennino Pietrabbondante, incastonato tra tre grandi rocce, conosciute nel territorio alto molisano come “morge”. Situato in Provincia di Isernia, fa parte di un’area sconosciuta ai più nel resto della penisola. Ma nota agli amanti dell’archeologia e della storia antica. Infatti, a Pietrabbondante, mille metri di altitudine su un paesaggio mozzafiato, risiede il sito archeologico più importante del Sannio, sede di un imponente Santuario costruito dai Sanniti (popolo italico che osò sfidare Roma) tra il II e il I sec. a. C. Un luogo incantato, visitato ogni anno da migliaia di turisti, che arrivano da ogni dove, per rivivere con la memoria gesta e vicende di quella civiltà, apprezzare le forme architettoniche degli edifici in cui si sviluppò la vita religiosa e politica del popolo sannita. Il teatro in pietra calcarea che domina il sito è l’unico esemplare al mondo a possedere sedili anatomici. Una perla per gli esperti del settore. Arricchita dai nuovi ritrovamenti e consapevolezze emerse durante le ultime campagne di scavo, condotte dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, Adriano La Regina. Nonostante le ricchezze culturali, chiuse come in uno scrigno nel paesino ai confini con l’Abruzzo, il settore turistico stenta a decollare. Manca una pianificazione attenta sui servizi da offrire ai visitatori. Basti pensare che Pietrabbondante è l’unico centro del territorio che non possiede una struttura ricettiva per la notte. Una carenza, che dopo la visita “mordi e fuggi” tra il paese e l’area archeologica, porta i turisti altrove. Lasciando l’economia locale a secco.

Nel 2005 sono cominciati i lavori per la costruzione di una “foresteria”, con l’obiettivo di adibirla ad albergo, ma dopo aver speso 400.000 euro, finanziati dal CIPE, l’opera è rimasta incompiuta. Ed ancora giace, come un pugno nell’occhio, all’ingresso del paese, circondata da sterpaglie. Ora pare che la nuova amministrazione si stia adoperando per terminare la struttura, che lasciata così, serve solo a rovinare il paesaggio, rigoglioso di boschi e di natura incontaminata. La Soprintendenza ai Beni Archeologici spesso non ha soldi neppure per tagliare l’erba che cresce intorno agli edifici sacri dell’antico popolo sannita. Per aumentare l’orario di apertura del sito, il Comune di Pietrabbondante e l’Ente culturale impiegano i volontari del Servizio Civile Nazionale, che integrano l’attività dei custodi e accompagnano i visitatori tra i tesori dell’area archeologica. Inoltre, quando il personale statale andrà in pensione, non sarà rimpiazzato.

 La politica regionale, dal canto suo, non ha dato input positivi allo sviluppo turistico. Continuano a mancare i servizi essenziali. Da qualche anno, in paese, si sta costruendo un museo, finanziato dalla Regione Molise. Il 29 agosto di quest’anno, agli albori della nuova campagna elettorale, che avrebbe incoronato ad ottobre, per la terza volta, il governatore Michele Iorio (fedele sostenitore del PDL di Silvio Berlusconi), è stato inaugurato in pompa magna il primo lotto dell’opera, in un cantiere ancora aperto. La struttura è indispensabile per conservare e rendere fruibili reperti e ritrovamenti venuti fuori da anni di scavi, alcuni andati persi in passato e finiti ad abbellire i musei di Roma e di Napoli. Ma una volta terminato, resterà il dilemma della gestione. La Regione avrebbe finanziato l’opera a favore del Comune, ma né l’Ente locale, né la Soprintendenza, che è entrata nel progetto espositivo a cose già fatte, possono con le loro ridotte risorse sostenerne le spese. L’idea della Regione Molise sarebbe quella di affidare la gestione ad una Fondazione, Molise Cultura (in parte di proprietà della Regione stessa). “La legge – spiega l’assessore alla cultura del Comune di Pietrabbondante, Bruno Moncharmont – prevede che un bene pubblico venga dato in affidamento ad un ente pubblico, non ad un privato”. Insomma, all’orizzonte si preannuncia una bagarre sulla questione. Anche perché, a quanto pare, il Soprintendente molisano, non permetterà mai ad una fondazione di esporre nel museo. E il Comune non dovrebbe avere solo il ruolo di “passa soldi”, ma occuparsi direttamente del territorio che amministra. “Ai tempi della vecchia amministrazione – aggiunge l’assessore – sotto ci sono stati interessi privati”. Come finirà?

Per arrivare a Pietrabbondante, poi, se non si viaggia in auto è un’impresa. Dagli anni Sessanta è cominciato un processo di impoverimento delle ferrovie, per privilegiare il trasporto su gomma, che con gli ultimi tagli del Governo, si è ridotto ancora di più. Le storiche rotaie che attraversano il territorio alto molisano (linea Carpinone – Sulmona), dopo più di 100 anni di attività, sono state dismesse. Solo di recente, dopo numerose proteste contro il muro, un’azienda di trasporti abruzzese vorrebbe ripristinare la tratta a fini turistici. Chissà. Il potenziale per attirare visitatori da tutto il mondo c’è: i Tratturi (antiche strade erbose larghe 111 metri, utilizzate dagli antenati per la transumanza), le aree archeologiche, le riserve MAB protette dell’UNESCO, impreziosiscono il territorio. Ma a volte, resta tutto campato in aria. Da qualche anno, sette comuni della zona (compreso Pietrabbondante) si sono uniti per formare un Consorzio turistico (ASSOMAB). Hanno cominciato a valorizzare i Tratturi, a pianificare online una rete per offrire opportunità ai visitatori. E l’ultima frontiera in fase di esplorazione sarebbe quella di puntare sul trekking. Ma la strada è ancora lunga e senza una programmazione seria, Pietrabbondante resterà quel luogo incantato e raro, ma spopolato e senza futuro. Trovare lavoro, d’altronde, è un’avventura e la maggior parte dei giovani fa le valigie e va via, come gli emigranti di cinquanta anni fa, alla ricerca di una terra promessa.

A.Z.

Articolo pubblicato su alleanza democratica.eu



giovedì 30 giugno 2011

Oggi i pietrabbondantesi partono per la Francia..


Pietrabbondantesi in partenza per la Francia!
Oggi pomeriggio, alle 15.30, un pullman di cittadini del paesino alto molisano partiranno per raggiungere Hargnies, nel nord della nazione d'oltralpe. Si tratta di un paesino appartenente alla Regione della Lorraine-Champagne-Ardenne" al confine del Belgio e del Lussemburgo, in mezzo al triangolo  territoriale formato da "Paris-Bruxelles-Luxembour." Ad Hargnies vivono molti pietrabbondantesi d'origine. Saranno proprio i "francesi" ad ospitare i viaggiatori, con la promessa che l'anno prossimo saranno loro a visitare Pietrabbondante e l'Alto Molise. Dunque, l'esperienza all'estero servirà per rendere più solidi i rapporti tra le due realtà, a creare un legame attraverso la riscoperta delle radici, a promuovere scambi culturali. Il Comune di Pietrabbondante sta preparando materiale informativo e turistico da spedire in terra francese, per far conoscere il nostro territorio e puntare sul turismo di ritorno.
Vedremo cosa ci racconterà la delegazione alto molisana quando, il 5 luglio, rientrerà a Pietrabbondante. Buon viaggio! 



lunedì 16 maggio 2011

Un museo archeologico a tutela dei beni culturali

Sono tanti i tesori sanniti dispersi in Italia. Il nuovo museo, inaugurato in autunno, sarà un’importante centro turistico e culturale per l’intero Alto Molise.

PIETRABBONDANTE. Sta per diventare realtà il nuovo museo archeologico di Pietrabbondante. Una struttura importante, da tempo desiderata in Alto Molise, che permetterà di custodire in modo degno i tesori riemersi durante le varie campagne di scavo. La Giunta comunale del borgo di montagna ha da poco deliberato per ottenere il deposito dei beni archeologici presso il nuovo edificio, incastonato all’interno del paese. Tesori appartenenti all’antico modo sannita, che saranno posizionati dalla Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Culturali del Molise in adeguati percorsi di allestimento. Così, in tempi non proprio propizi per la cultura e le rilevanti attività che ruotano intorno ad essa, a Pietrabbondante, sede di una delle aree archeologiche sannitiche più importanti d’Italia, in autunno sarà inaugurata la nuova struttura, che permetterà di risolvere i problemi legati alla conservazione e alla valorizzazione dei beni culturali. Sono infatti numerosi i cimeli, le statue, le armature preziose disperse nei vari centri museali dello stivale. Molti reperti sono conservati presso i musei archeologici di Napoli e Roma, altri sono andati dispersi in passato. Quando non si aveva consapevolezza del loro inestimabile valore. Il museo, finanziato dalla Regione Molise e messo in opera dal Comune di Pietrabbondante, di cui è in fase di completamento il secondo lotto funzionale, mira a diventare un centro di convergenza culturale e turistica, per far conoscere tutto il territorio alto molisano e aumentare il suo valore fuori dai confini regionali. Il progetto è strutturato su tre livelli e in una serie di spazi espositivi destinati ad ospitare la storia e l’archeologia del luogo, attraverso reperti, pannelli didattici, plastici e ricostruzioni grafiche e fotografiche delle varie realtà da mettere in mostra. Per l’esterno è prevista la creazione di un parco archeologico urbano, immerso nel verde e concepito per integrare la struttura con il contesto circostante. Dare la possibilità ai visitatori e agli abitanti del luogo di usufruire di un’area attrezzata per il relax e la socializzazione. Sul lato orientale, sarebbe previsto un prato con alberi, mentre nell’altro lato dovrebbe snodarsi una passeggiata architettonica dall’andamento sinuoso circondata da piante e natura. L’edificio è pensato all’interno di una logica eco-compatibile, infatti i materiali utilizzati per il rivestimento esterno dovrebbero essere conformi ed integrati al contesto ambientale circostante. Tra questi, la pietra sbozzata, che rispecchia un tipo di accostamento non mimetico con le case del paesino e le “morge”. Quelle imponenti rocce su cui Pietrabbondante sembra arrampicarsi. Il museo archeologico è stato realizzato anche con lo scopo di creare un collegamento diretto tra località Calcatello, in cui si trova il santuario sannita e il noto complesso tempio-teatro, e il centro abitato, spesso poco visitato dai turisti, i quali dopo essersi inoltrati tra i preziosi ruderi dell’area archeologica raramente si soffermano in paese. Secondo le ultime stime, i visitatori del sito sannitico sono circa 40.000 l’anno. Una quantità notevole, che potrebbe migliorare anche nel centro urbano l’indotto turistico ed economico. “L’Alto Molise” – spiega Giovanni Tesone, sindaco di Pietrabbondante – “punta su una struttura del genere, di richiamo per i turisti, per le scuole e per la valorizzazione della nostra storia e cultura. Se i risultati saranno quelli che gli Enti (Regione Molise, Comune e Soprintendenza) si sono prefissati, non è da escludere un ulteriore ampliamento.” Oltre alle sale espositive, è previsto un laboratorio destinato al restauro dei reperti. L’intento è quello di raccogliere in un unico luogo, finalmente adatto, i vari oggetti di scavo oggi sistemati in depositi di convenienza e magari riportare nella terra natia anche quei tesori dislocati in diverse città della penisola. Il problema della conservazione dei beni è stato più volte affrontato dai funzionari della Soprintendenza e da Adriano La Regina, archeologo e direttore dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, che da tempo si occupa delle campagne di scavo di Pietrabbondante. «La conservazione» - disse in occasione della presentazione degli ultimi ritrovamenti a dicembre dello scorso anno - «comporta più investimenti della scoperta. Fino ad ora le opere sono state ricoperte con teloni e protezioni provvisorie, ma non si può fare per sempre. C’è bisogno di un progetto valido per la conservazione, indispensabile per non far finire in malora le meraviglie tutelate dai secoli. Se non ci saranno piani per questi fini bisognerà ricoprire ciò che è stato trovato.» E proprio nel 2010 “Italia Nostra” (Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione), ha inserito il sito archeologico del paesino ad alta quota nella lista dei monumenti da salvare. Il motivo? «Mancanza di personale addetto alle guide qualificate. Nessun servizio. Nessuna qualificazione.» Oggi, il servizio di accompagnamento turistico è svolto dai volontari del servizio civile e l’apertura del nuovo museo potrebbe risollevare le sorti di un meraviglioso angolo culturale in simbiosi con la natura.

Adelina Zarlenga
su Primo Piano Molise del 12 maggio 2011

giovedì 7 aprile 2011

DIGA DI CHIAUCI



Taglio del nastro per la più grande infrastruttura Alto-Molisana



 
Un taglio del nastro atteso da più di 25 anni, il 4 Aprile la diga di Chiauci è diventata realtà.
124 milioni di euro il costo complessivo dell’imponente infrastruttura che sarà terminata nell’estate 2013 e risolverà i problemi idrici in Abruzzo e Molise. Un evento storico, che ha visto la partecipazione, oltre dei rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, anche degli amministratori locali.
Emblematico il discorso del sindaco di Chiauci, Egildo di Pilla, il quale ha sottolineato l’importanza che la diga potrebbe avere per lo sviluppo socio-economico e turistico dell’area. 
Infatti, nel 2008 è stato creato il Consorzio Lago di Chiauci, che comprende, oltre al comune che ospita l’opera, anche Pietrabbondante, Pescolanciano e Civitanova del Sannio.
Obiettivo dei Comuni è quello di fare del lago una fonte di attrazione turistica, creando intorno ad esso nuovi servizi.
“Invito i politici”- ha detto durante l’inaugurazione il primo cittadino di Chiauci - “a pensare al futuro delle aree montane.”
La diga sarà utilizzata a scopo irriguo potabile ed energetico. La speranza di Chiauci e dei piccoli comuni intorno ad esso è di avere un ruolo da protagonisti nella gestione delle ricchezze del territorio. Il ruolo che gli spetta.


A fine cerimonia è stata consegnata una pergamena ai figli di Nicolino Scarano, operaio morto durante i lavori di costruzione della diga. "Un omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita sul lavoro"- ha commentato commossa la figlia.

mercoledì 6 aprile 2011

Il blog di Pietrabbondante si rinnova...

...e torna ad essere attivo.
Da oggi i nostri lettori avranno la possibilità di seguire costantemente news ed eventi di Pietrabbondante e del territorio alto molisano. Esploreremo il mondo antico dei Sanniti, cercando nella storia la chiave per una nuova rilettura del nostro presente.
Affronteremo tematiche di attualità, tentando di interpretare i fatti e le vicende quotidiane. Ci inoltreremo nella cultura di questi luoghi, nelle sue mille sfaccettature. Racconteremo la vita, le emozioni, le storie della sua gente. E saremo un importante strumento di informazione per quanti avranno la curiosità e il privilegio di conoscere Pietrabbondante, un piccolo angolo di mondo incontaminato e immerso in un incantevole paesaggio naturale.
Vi trasporteremo tra le stradine di pietra fino alle imponenti rocce che dominano il panorama del paesino di montagna, raggiungeremo i punti storico-culturali più rilevanti, creando nuove consapevolezze. Fino a perderci nell'area archeologica sannita, nei suoi anfratti più significativi, nel suo teatro in pietra unico, nei templi e nei recenti tesori rinvenuti dagli archeologi. Saremo una guida esclusiva per quanti avranno voglia di conoscere ed approfondire passato e presente di questo entusiasmante scorcio di realtà molisana.
Vi aspettiamo a Pietrabbondante.

lunedì 8 novembre 2010

Regolamento di adesione "Altissimo Molise" Card

Regolamento di adesione “ALTISSIMO MOLISE” CARD

Altissimo Molise, nasce la card per il turismo


AGNONE - Dall’unione di quattro Comuni (Agnone, Capracotta, Pietrabbondante e Pescopennataro) nasce la “Card Altissimo Molise” che consentirà ai turisti di avere agevolazioni economiche per la fruizione di servizi pubblico-privati, nonché per l’acquisto di beni presso attività commerciali. In sintesi saranno garantiti sconti per l’ingresso ai musei, visite guidate, ristoranti e l’acquisto di prodotti tipici. Il nuovo progetto, curato nei minimi particolari dalla cooperativa “Madre Natura”, è stato presentato ieri mattina nella sala consiliare del Comune di Agnone mentre su scala nazionale farà il suo debutto ufficiale il prossimo 12 novembre al salone “AgriTour” di Arezzo, dove è garantita la presenza di 130 tour operators di cui 70 provenienti da tutto il mondo. “Si tratta di un servizio innovativo nel settore di quel turismo di qualità che stiamo cercando di portare avanti, un servizio che non andrà a cozzare con quanto di buono messo in campo da Provincia e Consorzio Asso Mab a cui chiediamo collaborazione – le parole del sindaco di Agnone, Gelsomino De Vita –. Nei prossimi mesi – l’augurio che fa il primo cittadino – speriamo che altri soggetti possano aderire al progetto”. Diecimila le card ad un euro (prezzo simbolico) che saranno messe in circolazione nei prossimi mesi le quali saranno monitorate tramite una banca dati per capire come si muoverà il flusso turistico nei quattro paesi promotori dell’iniziativa. “E’ un passo importante per superare campanilismi e steccati tra le varie realtà che fino ad oggi hanno paralizzato un territorio che non ha nulla da invidiare a nessuno – il commento di Antonio Monaco, sindaco di Capracotta – Quella della card è un incentivo per promuovere la venuta in alto Molise di turisti, una scommessa che pensiamo di poter vincere se altri soggetti interessati (vedi Regione) ci daranno una mano”. “Da soli non si va da nessuna parte, mentre unendo le forze si possono raggiungere risultati impensabili – ammette Pompilio Sciulli, sindaco di Pescopennataro – Agnone è chiamata a rivestire un compito fondamentale quale Comune capofila ma noi siamo pronti a recitare la nostra parte senza risparmiarci affinché il progetto, sposato con il Servizio turistico associato, possa decollare in maniera definitiva”. Sulla stessa lunghezza d’onda il primo cittadino di Pietrabbondante, Giovanni Tesone. “Garantire un ventaglio di servizi e pacchetti a prezzi agevolati può fungere da calamita ai tanti turisti che desiderano visitare l’alto Molise, una terra troppo spesso sottovalutata per bellezze e capacità. Resto dell’avviso che l’idea in tempi rapiti va allargata ad altre Amministrazioni ed enti”. Al pari della card già attivo, come confermato da Armando Li Quadri, assessore al Turismo del Comune di Agnone e Andrea Venosini di Madre Natura, il sito altissimomolise.com dove sarà possibile scaricare informazioni utili per ciò che riguarda il nuovo servizio, gli eventi (puntualmente aggiornati) e altre notizie. (Maurizio d'Ottavio su Altomolise)



E’ l’obiettivo della “Card Altissimo Molise” promossa dall’omonimo Servizio Turistico Associato, che è fruibile a partire da oggi per un anno intero. La presentazione ufficiale del nuovo servizio c’è stata in Agnone, nella Sala Consiliare di Palazzo S.Francesco, alla presenza dei sindaci dei quattro paesi aderenti all’iniziativa:Agnone, Capracotta, Pietrabbondante e Pescopennataro.

La Card, elaborata dallacooperativa Madre natura, garantisce una serie di agevolazioni ai visitatori dei quattro comuni aderenti, che, acquistandola al costo simbolico di un euro ed esibendola presso i luoghi e gli esercizi convenzionati, offre al possessore una serie di vantaggi tariffari.

Ad esempio l’ingresso ai siti archeologici, la ristorazione, l’acquisto di prodotti tipici. Ha una validità di venti giorni dalla data del rilascio e può essere acquistata nei Punti Informazione dei paesi aderenti. È in fase di allestimento il sito web del Servizio Turistico Associatoche rappresenterà l’interfaccia web del servizio e conterrà tutte le informazioni relative ai soggetti aderenti, pubblici e privati. Sarà dedicata inoltre una sezione relativa agli eventi ed alle manifestazioni, per informare gli utenti che visiteranno il sito su tutte le iniziative di cultura e tempo libero che saranno portate avanti sul territorio.

Il sindaco di Agnone, Gelsomino De Vita ha sintetizzato l’intento: “Il Servizio Turistico Associato nasce da un lavoro d’intesa fra i comuni iniziato circa un anno fa, con lo scopo di promuovere e guidare il turismo in terra altomolisana. Ci siamo organizzati anche con numerosi operatori nel campo turistico, per offrire un pacchetto che sia il più completo e soddisfacente possibile. Abbiamo dato un piccolo contributo di poche migliaia di euro, ma speriamo di ottenere maggiori sostegni finanziari da chi ha in mano la programmazione in questo settore, per garantire la migliore riuscita del progetto.

Non siamo in concorrenza con la Provincia di Isernia o l’ASSO MAB, anzi, speriamo di poter collaborare e muoverci simbioticamente, per un rilancio complessivo della zona. L’importante è superare i campanilismi e lavorare insieme, nessun paese dev’essere più da solo, ci auguriamo di coinvolgere un numero sempre maggiore di comuni e di operatori” (Adele Moauro su Ecodelsangro).

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Servizio Turistico Associato, un valido strumento per la promozione dell’Altissimo Molise. Il sindaco di Capracotta: “Crediamo molto in questa iniziativa. Ora ci auguriamo venga recepita dagli operatori commerciali del territorio”.

Ce la stanno mettendo proprio tutta perché l’Altissimo Molise possa finalmente trovare la sua giusta collocazione nel panorama turistico, culturale, storico ed enogastronomico non soltanto regionale ma nazionale. L’ultimo sforzo congiunto, quattro amministrazioni locali – Capracotta, Agnone, Pescopennataro e Pietrabbondante – lo hanno compiuto pochi giorni fa, quando è stata presentata agli organi di informazione la card di accesso ad una serie di servizi turistici che offrirà ai titolari una serie di interessanti agevolazioni.

“Crediamo molto in questa iniziativa – dice il sindaco di Capracotta Antonio Monaco riferendosi alla card “Allissimo Molise” – che fa parte di un vero e proprio pacchetto turistico che abbiamo realizzato di concerto con le amministrazioni locali di Agnone, Pescopennataro e Pietranbbondante, anch’esse impegnate nella predisposizione di specifici strumenti promozionali in grado di far raggiungere alle nostre aree standard qualitativi di prim’ordine negli ambiti che rappresentano i punti di forza dei nostri territori. Ecco, quindi, la volontà, ma anche la necessità di intraprendere la strada del servizio turistico associato attraverso cui dare un input diverso alla nostra azione di sviluppo locale. Fare sistema – prosegue Monaco – è infatti forse l’unica strada che è rimasta alle nostre realtà per proporsi in un mercato, quello del turismo, che è enormemente cambiato nell’ultimo decennio.

Naturalmente, come Amministrazioni stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per proporci ad un pubblico sempre più vasto ed esigente. Un pubblico che quasi sempre sceglie in anticipo dove trascorrere le proprie vacanze, che non lascia più nulla al caso e che, grazie alle enormi opportunità offerte dal web, è sempre più alla ricerca di nuove sensazioni, abbinate alla riscoperta di quelle tipicità locali, che poi fanno propendere l’ago della bilancia per una località piuttosto che per un’altra. La card dei servizi turistici associati – conclude il primo cittadino di Capracotta – vuole essere uno strumento di diversificazione della nostra politica di sviluppo, ma per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno del sostegno concreto degli operatori commerciali del nostro territorio, ai quali chiediamo di recepire tale iniziativa e di aderirvi in gran numero. Solo così potremo raggiungere quei traguardi ambiziosi che ci siamo prefissi”. (Fonte)

Per maggiori informazioni: http://www.altissimomolise.com/

venerdì 17 settembre 2010

Altissimo Molise



Il Servizio Turistico Associato “Altissimo Molise” nasce dall’unione di quattro comuni: Agnone, Capracotta, Pescopennataro, Pietrabbondante. L’intento è quello di valorizzare e far conoscere questa porzione di territorio molisano a molti ancora sconosciuta: l’altissimo Molise. Una terra dunque da scoprire nelle sue molteplici sfaccettature: aree naturali ancora incontaminate, bellezze archeologiche di un passato remoto, tradizioni antiche tramandate di padre in figlio, espressioni artistiche di forte pregio, sapori genuini di una terra semplice.
Il Servizio Turistico Associato attraverso la Card “Altissimo Molise” offrirà ai visitatori una serie di agevolazioni garantendo sconti per l’ingresso ai musei, le visite guidate, la ristorazione, la ricettività, l’acquisto di prodotti tipici presso gli esercizi e le strutture convenzionate. Altissimo Molise: uno scrigno di tesori che lascerà ai visitatori la voglia di tornare.

mercoledì 15 settembre 2010

Percorso ciclabile Volturno-Pietrabbondante

Un percorso ciclabile Volturno-Pietrabbondante tratto da pisteciclabili.com:



Si parte dalle sorgenti del Volturno (Castel San Vincenzo, IS). Si arriva ad Isernia passando per Valloni, Castello e Fornelli, paesini di pietra che sembrano essere popolati ancora da coloro che li hanno costruiti.

Da Isernia si imbocca la SS17 per poi prendere la (ripida) salita verso Miranda. Si prosegue verso Carovilli lungo la provinciale, da qui si raggiunge Bivio Staffoli lungo una strada immersa tra i faggi.

Le faggete continuano fino a Pietrabbondante, sede del più importante sito archeologico Sannita: il teatro, molto ben conservato, offre un fantastico panorama sulle colline molisane.

(magari voi non dovrete fuggire da un temporale in arrivo e potrete godervelo!)

martedì 14 settembre 2010

Giornate europee del patrimonio 2010 - Guida agli eventi in Molise


Sabato 25 e domenica 26 settembre 2010 si celebrano le GEP, Giornate Europee del Patrimonio, ideate nel 1991 dal Consiglio d’Europa per potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra i Paesi europei. Il MiBAC, come ogni anno, partecipa all’evento e organizza sull’intero territorio nazionale iniziative tese a valorizzare e mettere in evidenza i contenuti della cultura e del Patrimonio italiano, con l’obiettivo di condividere con altri Paesi europei le comuni radici continentali. Per l’occasione saranno aperti al pubblico gratuitamente i luoghi della cultura che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale. Parteciperanno, in uno spirito di sinergica collaborazione, Regioni e Province autonome, il Ministero della Pubblica Istruzione e il Ministero dell’Università e della Ricerca nonché altre istituzioni culturali a carattere pubblico e privato. In basso la guida scaricabile con tutti gli eventi organizzati in Molise. Per l'occasione anche l'ingresso all'area archeologica di Pietrabbondante sarà gratuito e saranno messe a disposizione delle guide.
Giornate europee del patrimonio 2010 - Guida agli eventi in Molise

mercoledì 1 settembre 2010

I portali turistici della Regione Molise



Segnaliamo i più importanti portali turistici della Regione che naturalmente comprendono anche il comune e il sito archeologico di Pietrabbondante; di seguito i link:

Portale Turistico della Regione Molise

Turismo Molise

Discover Molise - APT

Piacere Molise

MoliseLive

martedì 31 agosto 2010

Itinerari naturalistici in Pietrabbondante

Dal sito MadreNaturaCoop che si occupa di educazione ambientale, percorsi naturalistici, consulenza ambientale e fruizione naturalistica una pagina dedicata agli itinerari dell'AssoMab tra i quali si segnalano 2 itinerari incentrati su Pietrabbondante:

"Collemeluccio-Pietrabbondante: l'abete bianco e la libertà sognata"

"Pietrabbondante: le radici di una nazione, la fine di un popolo"

e uno sul tratturo Celano-Foggia che lambisce anche il comune

Per gli altri itinerari, invece, si rimanda a questo link: http://www.madrenaturacoop.it/assomab.html.
Qui, invece, il calendario con le iniziative guidate nell'Alto Sannio.




(Cliccate sulle immagini per ingrandire)

mercoledì 4 agosto 2010

Isernia capitale del turismo "en plein air"

ISERNIA PRONTA LA GUIDA EDITA DALLA REGIONE MOLISE E DAL MOLIGAL

La provincia capitale del turismo «en plein air»

Dodici le località segnalate per vacanze alternative, considerate a metà strada tra moda ed ecologia

Roberta Muzio- Si chiama "turismo en plein air" che letteralmente, dal francese, significa "all'aria aperta". Non una novità ma un modo alternativo di vivere le vacanze che sta conoscendo un notevole incremento in questi ultimi tempi. Il Molise, in particolare la provincia di Isernia, ha tutte le credenziali, questa volta, per seguire il trend positivo di una moda che coniuga economicità della scelta e varietà delle destinazioni. Un'occasione, dunque, da non perdere anche perché sono almeno dodici le aree, attrezzate che, girando per il territorio provinciale, offrono la possibilità ai turisti di vivere la loro vacanza. Dodici, quelle segnalate da una guida "Isernia, provincia del plein air" diretta ai camperisti ed edita da Regione Molise, Provincia di Isernia, Moligal in collaborazione con ministero Politiche agricole e forestali, Leader Plus e Unione europea. Ma molte di più quelle, meno attrezzate e non censite nella guida, che offre il territorio. Si inizia con il capoluogo: Isernia. L'area di sosta è quella di località Le Piane, presso gli impianti sportivi; ad Agnone, invece, il parcheggio dell'ospedale-stadio in via Civitelle, offre pure la possibilità di fruire della toilette; a Capracotta si consiglia località Vallesorda, con possibilità di rifornimento idrico ma non accessibile d'inverno. Nella stagione fredda, infatti, è consigliabile per la sosta diurna e notturna la zona nei pressi degli impianti di risalita di monte Capraro e Prato Gentile. A Castel San Vincenzo ci sono due possibilità: il camping Il Lago o, più semplicemente, gli spazi nei pressi dell'abitato mentre a Chiauci c'è l'area di Sant'Onofrio ma è priva di servizi. Lì vicino c'è Civitanova del Sannio dove è possibile sostare in località Valle Bianca presso La Montagnola. Cambiando direzione: Conca Casale ha un'area attrezzata privata in località Valle Atenza e Macchiagodena offre in contrada Caporio un parcheggio con rifornimento d'acqua. Ancora: a Monteroduni si può sostare presso l'Oasi San Nazzaro e a Pietrabbondante in località Macere. Infine a Scapoli si consiglia il parcheggio delle scuole in via Monfredo e a Vastogirardi il camping Cerritelli in contrada Civitella. Fin qui le aree "censite" ma, si diceva, il vantaggio del turismo en plein air è quello di non fermarsi agli itinerari prestabiliti. Sia con un camper che più semplicemente con la tenda, la bici, il sacco a pelo o a piedi, sono innumerevoli i luoghi da visitare e in cui sostare. Provate ad andare per i sentieri di montagna tra Colle dell'Orso a Frosolone e Sessano del Molise, scoprirete le suggestioni delle pietre e il paesaggio aspro della Morgia Quadra dove, le leggende popolari raccontano abitino folletti dispettosi chiamati . O se siete inguaribili osservatori e vi volete cimentare nel birdwatching, andate dalle parti dell'oasi Le Mortine e farete bellissimi incontri con specie volatili rare. Infine, se amate la fotografia naturalistica, insetti e fiori, potrete immortalarli in ogni dove: dalle rive del Volturno, fino alle campagne del Medio Sannio. L'ecoturismo non costa molto ed è altrettanto divertente. (Il Tempo Molise)

lunedì 19 luglio 2010

Segnaletica del consorzio Trigno-Sinello



Una nuova segnaletica turistica a cura del consorzio Trigno-Sinello è stata posta vicino ai luoghi più importanti del territorio di Pietrabbondante (Chiesa, area archeologica, morge). Iniziativa in linea col Patto Territoriale per l’occupazione e lo sviluppo integrato del Comprensorio Trigno-Sinello (province di Isernia, Chieti, l'Aquila)

Di seguito alcuni link e siti inerenti.

http://www.trignosinello.it/

http://www.trignosinello.org/

http://www.trignosinelloturismo.it/

http://www.cmaltomolise.it/territorio/itinerari/itinerario-dellarte-e-della-cultura

giovedì 13 maggio 2010

Itinerari. Molise...da Termoli a Venafro


Dall'ottimo sito http://www.itinerari.it/ proponiamo questo itinerario in Molise che, naturalmente, comprende anche il comune di Pietrabbondante.


Vi proponiamo un itinerario in Molise tra le bellezze di questa regione ancora poco esplorata che negli ultimi anni sta diventando la meta preferita da chi ama iltrekking urbano e quello di città. Aria pulita, vivibilità e molta natura.

La prima città che incontriamo sul nostro percorso è Termoli. Un appuntamento con il mare nel Molise tra le foci delBiferno e del Sinarca, con il suo affascinante porto. Qui non potete perdere il Borgo medievale che si estende intorno al Castello di età Federiciana e al Duomo romanico.
Lasciamo Termoli per arrivare ad Agnone, la città di origine preromana che si meritò l’appellativo di Atene del Sannio.

Di straordinario interesse artistico e storico il complesso che troviamo nella terza città del percorso: Pietrabbondante che ci regala un complesso sannitico civile e religioso probabilmente risalente al II sec. A.C..

Ad Isernia, altra tappa dell’itinerario, ci si può fermare per ammirare il centro storico, che raccinta di una città che, seppure oggi dalle sembianze postmoderne vanta una storia antichissima, tanto da avere testimonianze d’eccellenza come quelle dell’Homo Aeserniensisqui vissuto circa un milione di anni fa, il più antico antenato d'Europa.

Il nostro piccolo viaggio si conclude a Venafro cittadina di antiche origini con monumenti di epoca romana, tra cui un Anfiteatro di epoca Flavia. (link)




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martedì 30 marzo 2010

Itinerari turistici in Molise - L'Alto Molise

ITINERARIO
AGNONE – STAFFOLI – PIETRABBONDANTE – CAPRACOTTA - S. PIETRO AVELLANA -CAROVILLI- ISERNIA (Fonte: Regione Molise)
AGNONE

La città di Agnone sorge su uno schienale roccioso in prossimità della valle del fiume Verrino. Di origine sannitica, per taluni l'attuale centro abitato sarebbe sorto sull' antica Aquilonia. Qui, infatti, sono stati recuperati diversi reperti archeologici, come la stele funeraria di Vibia Bonitas. Nel corso dei secoli è stata feudo dei Borrello, dei Carbonara, degli Angioini, dei Carafa, dei Gonzaga e dei Caracciolo. 
Notevole l'architettura e l'arte dei numerosi edifici religiosi, non a caso questa cittadina è fra i pochi comuni d'Italia a potersi fregiare della Bandiera Arancione, il riconoscimento del Touring Club Italiano che certifica la qualità turistico-ambientale delle località. Da visitare dunque la chiesa madre dedicata a San Marco (XI sec.), intorno alla quale si sviluppò il centro medioevale di Agnone; la chiesa di Sant' Antonio Abate, con campanile settecentesco; la chiesa intitolata a San Francesco con pregevoli opere; la chiesa di Sant'Emidio che conserva tredici statue lignee del XVII secolo, raffiguranti Cristo e gli Apostoli.
Tra le costruzioni civili, meritano menzione Casa Nuonno con la bottega orafa, Casa Apollonio e Palazzo Fioriti, che presentano interessanti elementi decorativi.
Particolarmente intensa l'estate agnonese il cui programma include eventi culturali, artistici e ludici.
Altamente spettacolare e di assoluto rilievo demologico è il rito igneo della vigilia di Natale, denominato 'Ndocciata, consistente in una lunga sfilata di 'ndoccie (torce) per le vie del paese. Le 'ndocce agnonesi sono strutture dalla caratteristica forma a ventaglio, composte da polifiaccole (sono marginalmente in uso, ad inizio sfilata, anche monotorce) di numero variabile, sempre pari, fino a esemplari costituiti da venti fuochi e oltre. Tali 'ndocce, che riecheggiano antichi culti mithraici, vengono trasportate da uno o due portatori in costume contadino. I portatori ('ndocciari) introducono la testa tra le fiaccole, afferrandone saldamente due e tenendo in equilibrio l'intera struttura. Durante la sfilata, gli 'ndocciari eseguono la ruotata, ossia una piroetta con cui, compiendo una rotazione completa su se stessi, mostrano lo splendore delle fiaccole e fanno sì che il fuoco formi spettacolari strisce di luce. Il materiale usato per la fabbricazione delle 'ndocce di Agnone è l'abete bianco, una pianta resinosa e di facile combustione, rintracciabile nei boschi e nelle fustaie circostanti. Da qualche anno un Museo Permanente delle 'Ndocce è stato aperto in un locale in Via Caracciolo, in prossimità di Piazza Plebiscito.
La città di Agnone, un tempo, era celebre per la lavorazione dei metalli, anche preziosi; oggi restano attivi pochi ramai, nonché artigiani che producono lavori in ferro battuto e in peltro.
Abbastanza sviluppata l'industria alimentare. Sufficienti e ben attrezzate le strutture ricettive.
La conservazione della cultura conta sulle Biblioteche Riunite e sul Museo Emidiano. Molte le manifestazioni organizzate da associazioni culturali locali. Un ruolo importante svolge il teatro Italo-Argentino, sede di numerose rappresentazioni.
La memoria storica del centro molisano è simboleggiata sicuramente da personaggi come Marino Jonata, poeta del Quattrocento, autore del poema El Giardeno (Napoli 1490), un'opera moral-teologica che, ad imitazione della Commedia dantesca, si sviluppa attraverso un viaggio nell' aldilà; Marcantonio Gualtieri, vissuto tra il XVI e il XVII secolo, illustre uomo di medicina che curò molti nobili del tempo e che combattè la dilagante piaga della peste. I suoi Discorsi Accademici furono, nel 1892, tradotti dal latino a cura di Ascenzio Marinelli e Stefano di Stefano, nacque nel 1665, uomo di legge e di letteratura, autore dell'opera La Ragion Pastorale (Napoli 1731).
Agnone nel mondo è sinonimo soprattutto della più antica fonderia di campane conosciuta, la Pontificia Fonderia Marinelli, l'unica attiva tra quelle cui diedero vita le dinastie dei numerosi fonditori di campane, che per secoli hanno tramandato tale arte. Il campanarus Nicodemo Marinelli fondeva campane già nel 1339. Le tecniche di fusione ripercorrono tuttora quelle medievali e, pertanto, conservano un suggestivo fascino d'antico. Nel 1924, Papa Pio XI concesse alla Fonderia Marinelli l'onore di fregiarsi dello Stemma Pontificio. Nel 1954, il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi assegnò alla famiglia Marinelli la medaglia d'oro per l'opera svolta dalla fonderia. Il 19 marzo 1995, il Pontefice Giovanni Paolo II, in visita ad Agnone, ha assistito ai riti di fusione, ha benedetto alcune campane ed ha firmato nella creta il suo passaggio. Nei locali adiacenti la Fonderia è stato allestito il Museo della Campana, quasi unico nel suo genere e meta di numerosi visitatori.
Ricordiamo anche l'aspetto gastronomico: ottimi i latticini quali caciocavalli, scamorze, trecce, ricotte. Rinomati anche gli insaccati. Apprezzati i confetti "ricci" di produzione locale, nonché alcuni dolci tra cui le ostie ripiene, consistenti in cialde con pasta mielosa di noci e mandorle.


- Agnone , 
'Ndocciata -
STAFFOLI

Staffoli, che fa parte del comune di Agnone, racchiude un vastissimo paesaggio naturale con un' estensione che supera gli 850 ettari dove ci sono boschi di querce e di conifere estesi per decine di chilometri quadrati, verdi pascoli e limpidi torrenti, archeologia sannita e tracce di civiltà transumante.
All'ingresso c'è la zona ricettiva dove è stato ricostruito in piccolo quello che era il Far West americano, con tanto di saloon, spazi per rodei, allevamenti e alloggi in stile. E' inoltre possibile andare a cavallo, fare trekking, partecipare a feste country, raduni, spostamenti di mandrie, o a tranquille serate davanti al camino.
Fra gli appuntamenti di rilievo c'è la Corsalonga che è il piu' grande appuntamento equestre di tutto il centro-sud d'Italia, il piu' entusiasmante raduno western all'aperto.


- Staffoli -
PIETRABBONDANTE

Appena qualche chilometro dopo, sempre in direzione Agnone, c'è l'incrocio che porta a Pietrabbondante.
Questi sorge nei pressi dei tratturi Celano-Foggia e Sprondasino-Castel del Giudice e si presenta ai visitatori arroccata su pietre locali dette "morge". Su una di esse si trovano i ruderi del castello; famosi anchele morgia detta dei Corvi e il Monte Saraceno o Caraceno, sulla cui cima si ergono fortificazioni di età preromana. 
Davvero interessante l'intero centro storico, a struttura medievale ma con tipologie abitative che vedono l'impiego di materiale proveniente dal vicino sito archeologico. E' infatti la storia antica, a partire dal IV secolo, che lascia su questo territorio una precisa traccia di connotazione sia archeologica che architettonica, con la presenza di antichissime vestigia sannitiche sia in località Calcatelo, con il Santuario ed il teatro italico, che su Monte Caraceno.
Il complesso monumentale di Pietrabbondante, con teatro, tempio e due edifici porticati ai lati di quest'ultimo, rappresenta sicuramente un maestoso complesso di culto a testimonianza della civiltà sannita che in Pietrabbondante è testimoniata, fin dal V secolo a.C., dalle necropoli presenti su monte Caraceno.
Ricordiamo, infatti, che il tempio cosiddetto maggiore è il più grande tempio, finora conosciuto, costruito nel Sannio. Il teatro invece occupa un'area che misura frontalmente 55 metri e lateralmente 90. Diverse fonti storiche collocano l'impianto tra la fine del V secolo e la prima metà del IV secolo a.C. Ricostruito molto probabilmente nel III secolo a.C., dopo essere stato quasi completamente distrutto dalle truppe di Annibale, il complesso monumentale di Pietrabbondante può essere facilmente definito come esempio di tempio coperto che sostituì gradualmente la boscaglia come luogo di culto per il popolo sannita.
La prima fase degli scavi iniziò a partire dal 1840 e terminò nel 1913, con la presenza di importanti studiosi della materia.
Meritano una segnalazione anche la Chiesa di Santa Maria Assunta, costruita nel 1666, con un bel portale di fattura barocca, il Palazzo baronale e, in Piazza Vittorio Emanuele, la statua bronzea, di circa due metri, che raffigura un guerriero sannita con paramenti tipici e scudo sul braccio.


- Pietrabbondante, Teatro Italico -

CAPRACOTTA

Capracotta, stazione climatica e sciistica a 1460 metri di altitudine posta al centro di un sistema montuoso delimitato dai complessi di Monte Capraro e Monte Campo, è oggi un attrezzato punto di riferimento per tutto lo sci di fondo del Centro - Italia. Nello splendido scenario naturale di Prato Gentile, godibilissimo d'estate ed innevato d'inverno, sono stati infatti ospitati nel 1997 i Campionati Nazionali di Sci di Fondo, consacrando Capracotta tra le località di elezione per tale disciplina. La recente apertura di una pista per lo sci alpino ha inoltre arricchito l'offerta estiva, che ospita uno storico Sci Club, fondato nel 1914 e che si fregia della Stella d'Oro CONI e del Distintivo d'Oro FISI.
Architettura in pietra locale, paesaggi brumosi della montagna appenninica, neve che oltrepassa i piani delle case in inverno ed aria fresca in estate, ottimi latticini e pecorino locali, Capracotta vanta origini che risalgono all'Età del Ferro per via dei reperti venuti alla luce in località Le Guastre. In località Fonte del Romito (o Fonte Romita) è stata invece rinvenuta nel 1848 la famosa Tavola Osca o Tavola di Agnone, tavola bronzea in osco recante un'iscrizione sacra. Origini antichissime, dunque, anche se testimonianze vere e proprie del paese si hanno solo a partire dall'epoca normanna. 
Un cenno particolare merita senza dubbio la sagra de "la Pezzata", pietanza tipica della civiltà della transumanza: i sapori della civiltà pastorale portano migliaia di persone, anche da fuori Regione, al verde di Prato Gentile la prima settimana di agosto, da quasi un quarantennio. La specialità, che meglio connota la gastronomia altomolisana, veniva preparata dai pastori in alta montagna, costituendone uno degli alimenti principali. La ricetta è di semplice esecuzione ma richiede una lunga cottura a fuoco lento, magari in un paiolo messo a bollire su un fuoco all'aria aperta
Degna di visita è la chiesa parrocchiale dell' Assunta, che al suo interno conserva artistiche statue. Apprezzabili sono i portali del campanile e il portale della Cappella della Visitazione. Oltre tale chiesa ve ne sono altre sei. Tra gli edifici civili si segnala la casa baronale, edificata nel primo Cinquecento dai nobili Gualtieri-Budone.
La festa più cara ai capracottesi è quella che si tiene in onore della Madonna di Loreto. Le celebrazioni hanno cadenza triennale e si svolgono nei giorni 7, 8 e 9 settembre. L'origine di questa festa è legata alla leggenda di un albero su cui apparve, miracolosamente, la Vergine e il cui tronco divenne poi la statua che oggi si venera.


- Capracotta -

S. PIETRO AVELLANA

San Pietro Avellana sorge al limite del tratturo Celano-Foggia. L'altitudine è compresa tra i 740 metri della valle del fiume Sangro e i 1730 della vetta di Monte Capraro. Oltre al Sangro, i torrenti Rio e Vandra bagnano il territorio, ricco di estesi boschi e di natura incontaminata; il centro abitato si presenta con un aspetto architettonico nuovo, in quanto distrutto per eventi geologici e bellici per ben tre volte, ma il suo cuore, per storia e tradizioni, è antico.
La presenza sannitica è testimoniata dalle fortificazioni, in tre circuiti murari, rilevate in località Monte Miglio, in prossimità del tratturo Celano - Foggia. Antiche sono le tradizioni legate alla vita contadina del paese: attrezzi, oggetti vari e costumi d'epoca, insieme a frammenti scultorei, sono infatti custoditi nel Museo civico della Civiltà e del Costume d'Epoca, testimonianza tangibile della volontà del paese di recuperare e conservare la propria memoria. Ancora tracce storiche ed artistiche sono visibili nel Complesso parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, in stile romanico, con annessa Chiesa di Sant'Amico, che conserva strutture ed elementi architettonici del XIII sec. e la testa in argento del reliquiario del Santo (XV sec.). Nella Chiesetta di Sant'Amico, scintillante nei colori pesca chiaro ed avorio, è il Glorioso dedicato al Santo. Da visitare, in un locale sacro ad essa attiguo, la bella esposizione di statue lignee, in gesso e in carta pesta, piccoli capolavori per fattura, colori ed espressività. Le antiche vestigia del paese sono ben visibili anche nella Taverna della Valle, in località Taverna, e nella settecentesca Fontana Grande, che campeggia al termine di una bella scalinata in pietra.
La gastronomia si basa prevalentemente su piatti di pasta fatta in casa e su carni di agnello e capretto. Tra le paste spiccano i crejoli (simili ai maccheroni alla chitarra), le laganelle (tagliatelle), le taccozze (sfoglie tagliate a rombo) e le sagne (lasagne). Tra le carni, la pecora alla brigante, marinata in vino rosso aromatizzato con salsa e rosmarino e cotta alla griglia, e la pezzata, carne di pecora cotta in un intingolo di pomodoro, prezzemolo, rosmarino, cipolla e peperoncino. Si preparano anche gli abbuoti, involtini di interiora di agnello.
San Pietro Avellana si fregia del titolo di "città del tartufo". I tartufi sono reperibili su quasi tutto il territorio comunale. Sono soprattutto tartufi della varietà bianca pregiata e di quella nera estiva. La stagione di raccolta del tartufo bianco (tuber magnatum) inizia a ottobre e termina a dicembre; in aprile inizia la raccolta del tartufo nero (scorzone estivo, tuber aestivum), che termina a fine agosto. Si trova anche, in modesta quantità, il tartufo marzuolo o bianchetto (tuber borchii). Con il tartufo si producono formaggi, salse, olio e burro tartufati. Tipici sono i burrini, sorta di piccoli caciocavalli riempiti di burro tartufato.
A Vastogirardi, antica fortezza sannita, si possono ammirare i resti di un antico Tempio Pagano-Sannita, quasi a ricorso della strage perpetrata dai Romani nella terza guerra Sannitica contro la Colonna Linteata, condotta dal valoroso ed austero Sacerdote Ovio Paccio. 

- San Pietro Avellana, Tartufo -

CAROVILLI

Il territorio del Comune di Carovilli si presenta ondulato, con quote comprese tra gli 850 ed i 1200 metri, ed offre un panorama alto-collinare di interesse naturalistico, con pascoli estesi e morbidi rilievi coperti di vegetazione boschiva, soprattutto querce e conifere. Il paese è posto in una sella tra due montagne. Oltre che nel centro abitato è distribuito in alcune borgate, le maggiori delle quali sono Castiglione, Fontecurelli, Cerro Savino, Vaglie.
In epoca longobarda, il feudo apparteneva ai Borrello, conti di Pietrabbondante. Scarse invece le notizie di epoca normanna, sveva ed angioina. Nel XIV secolo, Ladislao di Durazzo donò Carovilli ed altri feudi a Gurrello Origlia. Del periodo più remoto di Carovilli restano varie emergenze archeologiche, quali fortificazioni e un tempietto italico (II sec. a.c.) sul monte Ferrante, nonché resti di una necropoli sannita in località Fontecurelli.
Da vedere anche la chiesa parrocchiale dell' Assunta, che conserva opere d'arte religiosa, e la chiesa sul tratturo di San Domenico. Questa, edificata sul tratturello che congiunge quelli più noti Castel di Sangro – Lucera e Celano – Foggia, rappresentava un passaggio obbligato per i pastori che dovevano ricongiungersi dai tratturi citati all'altopiano delle Cinquemiglia. Su di una parete della stessa chiesa, infatti, sono ancora osservabili sui resti di un blocco marmoreo le tariffe per il passaggio del gregge. Di un certo pregio anche la chiesa di San Nicola in località Castiglione.
Dal punto di vista gastronomico, oltre ad ottimi latticini e formaggi, è possibile gustare primi piatti a base di funghi e tartufi, presenti in notevoli quantità e raccolti nei boschi circostanti. Il tartufo bianco di Carovilli era già noto nel Settecento, così come attesta un menù festivo custodito presso l'Archivio d'Alessandro, nel castello di Pescolanciano.


- Carovilli -
ISERNIA
Nel 1978, ad Isernia, durante la costruzione della superstrada Napoli-Vasto, vennero alla luce i resti di un accampamento paleolitico datato 736.000 anni fa. Si tratta di un giacimento perfettamente conservato, in cui abbondano resti di caccia e di pasto, nonché primitivi strumenti in pietra scheggiata distribuiti su una complessa serie stratigrafica che permette di ricostruire con precisione il contenuto paleogeografico.
Il giacimento di Isernia-La Pineta rappresenta il punto di riferimento essenziale per lo studio del Quaternario del bacino mediterraneo. Esso è uno dei pochi a livello mondiale a conservare una documentazione così ricca e complessa sulla organizzazione sociale e sulla cultura dell'Homo erectus, il primo che raggiunge l'Eurasia dall'Africa intorno ad un milione e mezzo di anni fa. L'uomo erectus è in possesso di importanti facoltà mentali e di un elevato grado di cooperazione sociale nell'ambito del gruppo. Questi uomini non hanno ancora l'usanza di seppellire i morti, non conoscono l'agricoltura o l'allevamento, e sono organizzati in piccole bande di tipo familiare, composte probabilmente da non più di 15-20 individui. Si tratta verosimilmente di società di tipo patriarcale, con una precisa divisione dei compiti su basi sessuali: le donne sono responsabili della raccolta dei vegetali e gli uomini dell'esercizio della caccia.