lunedì 13 ottobre 2014



GUERRIERO SANNITA - RILIEVO LASER SCANNER 

PIETRABBONDANTE:
"La piazza Vittorio Veneto di Pietrabbondante ed il suo Monumento ai Caduti"
Proiezione del rilievo laser scanner con filmato 3D curato da Claudio Brillante, responsabile della Società GTC (Geodesia Topografia Collaudi srl di Isernia).



venerdì 25 luglio 2014

Comunicato stampa 40° SannitaTeatroFestival Pietrabbondante

Oltre alla nutrita e qualificata rassegna del *40° SannitaTeatroFestival, *nel
Programma Generale delle festività pietrabbondantesi merita un cenno
particolare la Mostra di foto e documenti rievocativi del *Primo Centenario
dalla costruzione della Ferrovia “Agnone-Pietrabbondante-Pescolanciano”*.
L’esposizione sarà allestita nei locali di Palazzo Carosella
dall’Associazione *LeRotaie-Molise* di Isernia in collaborazione con
le *Biblioteche
Riunite Comunale e “B. Labanca”* di Agnone e sarà inaugurata alle ore 11,00
del 26 luglio. La mostra rimarrà visitabile gratuitamente fino al 31 agosto.


Giovanni Tesone
Sindaco di Pietrabbondante

lunedì 29 luglio 2013

XXXIX SANNITA TEATRO FESTIVAL PIETRABBONDANTE


INVITO

Mercoledì 31 luglio 2013
ore 10.30
nella Sala Gialla della Provincia di Isernia
(Via Berta)
si svolgerà la CONFERENZA STAMPA
di presentazione  della 39esima edizione del Sannita Teatro Festival 2013

L'amministrazione comunale di Pietrabbondante (IS) e il direttore artistico Mario Baldini, incontrano la stampa e quanti vorranno partecipare, per illustrare il  programma della nuova stagione teatrale. 
Ci saranno anche gli attori.

Dal 6 al 16 agosto, a giorni alterni, la splendida ed unica cornice del teatro sannitico di Pietrabbondante, ospiterà, mentre il cielo lascerà spazio al tramonto (ore 19.30), 6 spettacoli. Il pubblico potrà accomodarsi anche sui sedili di pietra anatomici che un tempo furono fulcro di decisioni politiche ed istituzionali della nazione sannita.

mercoledì 7 novembre 2012

I Sanniti protagonisti di un ambizioso progetto di marketing territoriale


Nasce da due romanzi storici di Nicola Mastronardi, che raccontano l’identità di un popolo e un pezzo di storia italiana che vuole tornare alla luce.

È stato il popolo che ha dato origine all’identità del territorio che oggi si chiama Molise.  E che, insieme ai Marsi, ha fatto nascere il concetto stesso di “Italia” come Nazione composta da popoli uniti da vincoli di lingua, costumi e da un comune sogno di indipendenza. 

I Sanniti hanno deciso di tornare allo scoperto, per rimpossessarsi del proprio posto nella storia italiana e universale. Insieme agli  Italici (Vitelios in lingua osca) i Sanniti sono infatti i protagonisti di un ambizioso progetto di marketing territoriale, che nasce in Alto Molise intorno al termine “Viteliú”, il nome osco antico ed originario della parola latina “Italia”. 

Il progetto Viteliú è stato elaborato da un gruppo di lavoro, una partnership, fatta di imprenditori e personaggi della cultura molisana, per far riemergere l’identità storica del territorio e farlo conoscere oltre i confini regionali. Tra i promotori ci sono Nicola Mastronardi, scrittore e profondo conoscitore del mondo sannita, e Simone Sala, noto pianista, ideatore e direttore artistico del festival “World Music Project”. 

Il progetto prende vita dalla pubblicazione di due romanzi storici (il primo sarà in edicola a dicembre), che raccontano dell’evoluzione della “Prima Italia”, dando voce a ottocento anni del nostro passato (dal IX al I secolo a. C.) completamente ignorati dai libri scolastici. Un buco nero della cultura italiana, su cui va fatta luce. Dai romanzi redatti da Mastronardi si sviluppa un importante disegno di marketing, che rende omaggio al Molise e a parte dell’Abruzzo, che per la prima volta vengono riconosciute come aree genetiche della prima Italia. I Sanniti Pentri diventano protagonisti di un passato dimenticato, che può tornare allo scoperto e riempire quelle pagine di storia che nel tempo sono state lasciate senza una precisa definizione, affogate nel “diluvio romano” per usare un concetto utilizzato nella IV di copertina del primo romanzo.  

Il progetto “Viteliú” diventa promotore della riscoperta della storia della prima Italia, fondata dai Sanniti Pentri e dai Marsi, colonna della Lega italica che aggregò dodici popoli, nel sogno di uno stato indipendente (Viteliú appunto, l’Italia) in relazione con la realtà romana dell’epoca. Da tali consapevolezze prende piede una progettazione complessa, che vede come primo firmatario Angelo Marcuci (Terme di Sepino spa), con l’obiettivo di far conoscere il Molise come terra d’origine e come territorio dai tanti risvolti nascosti. “Dobbiamo far comprendere – spiega Nicola Mastronardi – l’importanza della nostra terra, come culla della prima Italia. Renderla riconoscibile come è la Tuscia per l’alto Lazio e la Toscana o la Magna Grecia. Ci sono ottocento anni di storia della nostra penisola – non solo del Molise -  che rivendica una notorietà sin qui nascosta sotto la “coperta latina”. 

Il progetto parte dai romanzi per innestarsi nella programmazione turistica, con lo scopo di far percorrere ai visitatori i luoghi attraversati dai personaggi dei due libri, (il secondo in programmato per l’autunno 2013) nella produzione di un film ispirato ai romanzi storici, nella realizzazione di un Parco Archeologico Territoriale dedicato al Sannio Antico, per mettere in rete tutti i siti di interesse storico-archeologico disseminati tra l’Alto Sangro all’Alto Molise, fino ad Altilia, ed infine la creazione di un Centro di ricerca di alta formazione dedicato ai popoli italici, in collaborazione con l’Università del Molise e con l’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma. Un organismo, con sede in Molise, che tra le altre cose si occuperà di sviluppare attività e promozione della ricerca e degli scavi archeologici nel territorio della Prima Italia. Attraverso questi passaggi, l’obiettivo del gruppo di lavoro è quello di far si che la cultura diventi fulcro per lo sviluppo socio-economico del territorio e della sua comunità, i cui abitanti ritornino ad essere gli attori protagonisti della rinascita della propria terra. 

Tra le altre operazioni previste dal progetto, ci sono attività di divulgazione della storia locale nelle scuole, (la casa editrice dei due romanzi sta progettando una linea editoriale basata sui singoli popoli italici)  per rendere note le vicende del passato nascoste nei secoli, e la realizzazione di una mostra biennale, organizzata in collaborazione con le Soprintendenze ai Beni Archeologici dedicata a tutti i popoli di Viteliú. Inoltre, è previsto un convegno di grande respiro, in cui saranno coinvolti i maggiori studiosi del Sannio e degli Italici. “Stiamo selezionando – spiega Mastronardi – le aziende più esclusive legate al territorio molisano e Marsicano affinché sostengano la prima fase del progetto che è già iniziata. La loro immagine sarà veicolata in tutta Italia e dovunque la notorietà del romanzo, e speriamo del film, sarà in grado di arrivare. Chiederemo naturalmente aiuto anche alle istituzioni, regione Molise e Abruzzo in prima fila”. 

Insomma un progetto ambizioso, sposato con entusiasmo da Simone Sala e da un primo gruppo di imprenditori selezionati, che hanno abbracciato l'idea di rendere noto il Molise e i Sanniti come "padri" della prima Italia. Il pianista, originario di Bojano, con una carriera tutta in crescita anche a livello internazionale, sta già lavorando alla composizione di musiche speciali, che faranno da sfondo alla presentazione del primo romanzo e del book trailer ad esso dedicato. Isernia è la città scelta per l’esordio nella prima settimana di dicembre con la promessa di presenze importanti. 

In fondo, i Sanniti non sono mai scomparsi del tutto.

Adelina Zarlenga
Primo Piano Molise del 7 novembre 2012


martedì 6 novembre 2012

I Sanniti e la Prima Italia in due romanzi storici

I Sanniti protagonisti di un ambizioso progetto di marketing territoriale. Si chiama “Viteliú”, dal nome osco antico ed originario della parola latina “Italia”. E nasce da due romanzi storici di Nicola Mastronardi, che raccontano l’identità di un popolo e un pezzo di storia italiana che vuole tornare alla luce. Domani 7 novembre, su Primo Piano Molise.

martedì 4 settembre 2012

“Pietrabbondante entra a pieno titolo nella storia antica”

Statua occhi d'argento_Lare publico

PIETRABBONDANTE. La statuetta con gli occhi d’argento, che rappresenta il “Lare publico” (divinità tutelare dello Stato e del popolo), trovata durante le ultime campagne di scavo nel santuario sannitico, potrebbe essere il simbolo più adatto a rappresentare Pietrabbondante e la sua storia millenaria. Un personaggio più conforme al mondo sannita e all’importanza dell’area archeologica quale centro istituzionale e religioso fulcro di tutto l’antico Sannio, piuttosto che il “guerriero sannita”, costruito in epoca moderna. Ne è convinto Adriano La Regina, che giovedì pomeriggio (30 agosto 2012) ha illustrato, nella sala conferenze di Palazzo Carosella, consapevolezze e tesori venuti fuori durante le ultime ricerche, le quali hanno senza dubbio dell’incredibile. 

È stata infatti appena rinvenuta, per la prima volta, una struttura che risale al periodo medievale (XIII secolo), nella quale è stato trovato un meraviglioso orecchino d’oro, un ovale scintillante e raffinato in cui è incastonata una pietra. “Chissà quanti pianti si sarà fatta – ha detto sorridendo La Regina – la donzella che l’ha smarrito”. 

Orecchino d'oro medievale
E così, si aprono nuovi spiragli per Pietrabbondante, che come sottolineato dal professore che ha dedicato buona parte della sua vita al sito archeologico a mille metri, “il significato di questo posto entra a pieno titolo nella storia antica”, andando di gran lunga oltre l’importanza locale. Le indagini, condotte con la collaborazione di archeologi e studenti di tante Università italiane ed internazionali, quest’anno oltre che concentrarsi sul restauro della “domus publica” (grande casa dallo schema delle residenze romano-italiche del III – II secolo, con portico dedicato alle offerte votive, segno del carattere pubblico e sacrale della struttura, un unicum in Italia) si sono soffermate anche in altre aree, come quella a ridosso della strada che costeggia gli edifici già emersi, dove stanno riaffiorando dalla terra due strutture sacre, nelle quali sono state trovate armature romane e italiche e frammenti di ceramiche. 



“Ciò che si vede allo scoperto dovrebbe essere almeno la metà di ciò che è ancora sotto terra – ha asserito La Regina – secondo le mie previsioni, le zone da esplorare sono nell’area tra i templi A e B”. Oltre agli edifici e gli oggetti (paraguancia, armi, un gruzzolo di proiettili di piombo, monete e ceramiche) fondamentali sono le informazioni scaturite dagli elementi studiati, soprattutto sui culti, che secondo l’archeologo sono chiaramente di carattere ideologico, collegati all’importanza istituzionale che aveva Pietrabbondante. “Siamo di fronte a livelli di religiosità ideologica – ha precisato La Regina – ovvero davanti a modelli adottati da una classe dirigente sannita che si mescolava a quella romana, in un momento in cui le aristocrazie locali facevano fortuna nei mercati aperti da Roma nel Mediterraneo. Divinità importanti per lo Stato dei Sanniti Pentri”. 
Una veduta dall'alto dell'area archeologica di Pietrabbondante_2012
Ci sono, dunque, testimonianze di “Ops Consiva” (divinità dell’abbondanza, il cui ritrovamento indica le origini italiche e l’introduzione a Roma, dove probabilmente faceva parte delle essenze divine segrete tutelari della città), del culto di “Honos” (dio dell’onore militare e civile), della “Vittoria”. “Sorprendente – ha aggiunto entusiasta l’archeologo, nella sua relazione in una sala affollata dal pubblico – è lo stampo di una tegola che fa riferimento a Venere Ericina, culto importato durante la guerra annibalica che ha avuto ripercussioni importanti anche a Pietrabbondante. Venere Ericina era una divinità sotto il controllo cartaginese, c’era una competizione nell’ingraziarsi questa divinità da parte dei romani e degli italici, per cui gli hanno dedicato templi sia sul Campidoglio che a Pietrabbondante”. Tanti sono ancora i tesori da scoprire e ci viene spontaneo chiedere al professore (Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma), se l’anno prossimo gli scavi continueranno. “Lo spero – ci risponde -  c’è ancora tanto da fare”.
Conferenza di presentazione nuova campagna di scavi 2012_Adriano La Regina
Adelina Zarlenga
PRIMO PIANO MOLISE