venerdì 25 giugno 2010

Curiosità sul paese - Come eravamo



Curiosità sul paese dal sito di Antonino Zarlenga:

Quando c’era la piena al fiume i viandanti di ( Pietrabbondante, Castelverrino e Caccavone ) passavano sulla scala posta sopra le acque. Chi aveva paura, passava “mani e piedi tra i pioli sconnessi” (passava alla ‘Ngacciun).

La nevicata del 56
I nonni raccontano che, nel lontano inverno del 1956, una nevicata eccezionale coprì ogni cosa e costrinse gli abitanti del paese a rimanere tanti giorni in casa. Si usciva dalle finestre e si scavarono delle vere e proprie gallerie nella neve per muoversi tra le abitazioni. Dentro casa le donne, siccome non potevano andare a prendere l’acqua nei pozzi scioglievano la neve per lavare e cucinare.

Di solito nel mese di marzo si tagliavano i capelli dei bambini a zero per farli ricrescere sani,belli e forti .era molto usato il taglio “ ch la spasetta” ; questa veniva capovolta in testa al bambino e si tagliavano tutti i capelli che ne uscivano fuori.

Il bucato era un’operazione lunga e complessa: prima di tutto si preparava la “l’iscia” ( si faceva bollire acqua e cenere nel caldaio sul focolare) , poi si versava sulla biancheria che era ricoperta da un telone a trama fitta chiamato “r c’nron”. Dopo un lungo ammollo, che durava anche due o tre giorni, la biancheria si portava al fiume con i cesti di vimini; qui si insaponava sulle pietre e poi si sciacquava nell’acqua corrente.

A Pasqua si usava regalare dei dolcetti ai più piccini: alle bambine la “p’potta”, una bambola dolce con un uovo incastrato nella pasta; ai bambini si donava “r caccialebbre” o un cestino di pasta “n’ cisc d’ pascta dolg”.

Il lunedi in Albis davanti alla cappella di San Vincenzo c’era la benedizione degli animali. Seguiva la scampagnata, le donne nei grossi canestri portavano “sprssat, salgiccia, ova sod, frttieta e cacaruozz”.

La domenica delle palme gli innamorati portavano “la palma” alla propria fidanzata. Il ramoscello d’ulivo adorno con fiori, nastrini e fiocchetti era accompagnata da un anello d’oro benedetto in chiesa.

Il giovedì santo, dopo una messa solenne. Alla quale partecipa tutto il popolo, si “legano le campane” in segno di lutto per la morte di Gesù; non si possono più suonare fino a sabato santo a mezzogiorno…

Durante il mese di maggio “z’ accucchieaven l crap e z’ faceva la mandra” si riunivano le capre di diverse famiglie e, in seguito alla misurazione del latte, che avveniva con estrema precisione, i proprietari andavano a rotazione a pascolare e potevano usare tutto il latte ricavato.

LA GIORNATA DEL MIETITORE “La j’ernata d r ‘ m’t’tor
Questa giornata era lunga e pesante per cui spesso il ritmo veniva interrotto…. Erano previsti: la “v’vtella” zuppa con pane e vino; la “qulazione”. Le donne portavano nei canestri di vimini, una grossa pagnotta di pane scavata e imbottita con salsiccia, frittata, peperoni e pancetta fritta; “r’ r’nfresch” , verso le 3 o le 4 del pomeriggio, con vino, taralli e paste fatte con l'amoniaca.

Si segnala anche l'interessante gruppo su facebook COME ERAVAMO UNA VOLTA, dedicato al Molise e ricco di foto storiche. In basso qualche immagine di repertorio.




giovedì 24 giugno 2010

Una insolita guida del Molise: Non è per cattiveria


Il libro di Antonio Pascale, Non è per cattiveria, Editori Laterza, come dichiara lo stesso autore, non è una guida scritta da un viaggiatore professionista a vantaggio ed uso di viaggiatori professionisti. 
Pubblicato nel giugno 2006, non suggerisce itinerari, non consiglia hotel, ristoranti, agriturismi, artigianato e prodotti tipici. Propone, invece, una mappa personale, riflessioni e meditazioni di un«viaggiatore pigro» che, alla soglia dei quarant'anni, percorre su e giù i tornanti, le strade «ondulate» del Molise, una regione dove ha casa, in montagna, sul Matese, e dove da circa sei lustri va in vacanza. Non porta avanti un'immagine completa ma presenta pagine di impressioni visive, spesso vissute en plein air, proprio come un pittore impressionista degli ultimi decenni dell'Ottocento. Abbozzi e schizzi veloci, resi con piccole pennellate pastose, cariche di colore, cercano di fissare situazioni, luoghi e tipi caratteristici: il «paese presepe» di Guardiaregia e il suo fornaio che ha il negozio quasi sempre chiuso - «non è per cattiveria», prepara pane solo per i compaesani, non gli interessano turisti ed avventori occasionali; il minuscolo, deserto ed innevato cimitero di Civita di Bojano; la patria dei bisnonni di Robert De Niro, Ferrazzano, colta al chiarore della luna, con le pietre bianche delle case che brillano come di luce propria; Il President Hotel di Pietracupa - paesino di 252 abitanti, di cui 150 anziani - dotato di ben 250 stanze e le sue «cartoline pubblicitarie double-face»; i quadri nella sala comunale di Santa Croce di Magliano, paesaggi agresti commentati da versi di poeti locali (quelli che fanno le «rime cuore/amore»); Il castello (privato) di Macchiagodena e, poco più avanti, «l'olmo con il tavolino di pietra»; l'amico libraio di Campobasso ed i suoi «indovinelli»; brevi flash di Sepino, Agnone, Isernia, Termoli, Salcito, Frosolone frammisti a confessioni, a ricordi dell'adolescenza, dell'università, agli amori della prima giovinezza. Veramente impagabile l'episodio del ristorante Risorta locanda del Castello a Civita Superiore, al quale si accede solo su prenotazione - lo stesso autore viene, perciò, messo alla porta, «cacciato fuori» - perché il «romantico» chef, «burbero, bizzarro ed arcigno» non ama improvvisare e non vuole clienti capitati lì per caso. 

Una guida, dunque, insolita, originale, davvero molto interessante e di piacevole lettura. Ma io sono un molisano «ancora medievale», uno che «dà sempre del tu... non riconosce il ricco» e, «non è per cattiveria», devo rilevare delle imprecisioni. 
Il teatro italico di Pietrabbondante
Il teatro italico di Pietrabbondante
Più volte viene citato «l'anfiteatro di Pietrabbondante»; l'anfiteatro è un edificio di forma ellittica con gradinate che racchiudono al centro un'area atta a spettacoli di belve e gladiatori (Anfiteatro Flavio o Colosseo di Roma). Quello di Pietrabbondante (fine II secolo a.C.) ha, invece, pianta semicircolare e gradinate addossate ad un pendio naturale; si tratta, quindi, di un teatro destinato a rappresentazioni religiose, drammatiche, comiche. 

Il borgo medioevale di Civita Superiore non è, come si afferma, il «centro antico di Bojano»; la città di Boviano, nel Medioevo, era costituita da due distinti agglomerati urbani, muniti ciascuno di cinta muraria: uno, più grande, in pianura (sorto sulla città romana di Bovianum e corrispondente all'attuale centro storico di Bojano) e l'altro sul monte, appunto la Civitas Superior. 

E ancora la «cattedrale di San Bartolomeo con il suo portale gotico» non si trova a Civita ma si apre sulla piazza principale di Bojano. Ciò, comunque, nulla toglie ad una pregevole pubblicazione che mira a far conoscere questa bella ed «invisibile» regione Molise ma, «non è per cattiveria»,ma qualcosa andava precisato...  Alessandro Cimmino(Fonte)

lunedì 21 giugno 2010

IN ALTO MOLISE LA SCUOLA RISCHIA L'ESTINZIONE



CAROVILLI - Confronto serio e approfondito tra politici, tecnici e amministratori locali.
Creare poli scolastici per assicurare ai ragazzi una scuola di qualità e lottare contro lo spopolamento 
“I bambini molisani – ha dichiarato con convinzione l’assessore regionale Filoteo Di Sandro – non devono avere una preparazione di serie B rispetto ai bambini di altre regioni italiane. I poli scolastici sono un’ottima novità organizzativa, non applicabile ovunque, ma ideali per alcune zone se tutti sono d’accordo”. Questi concetti sono stati chiaramente espressi dall’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Filoteo Di Sandro, all’inizio del suo intervento nel corso della conferenza su: “Polo scolastico: una soluzione. I Comuni montani tra spopolamento e calo di nascite” organizzata dalla Associazione di Iniziative Culturali, Sociali ed Economiche “Il Glicine”, in collaborazione con Ente Provinciale del Turismo di Isernia e Unicreditbanca, che si è tenuta a Carovilli. “La proposta pervenuta dai sei sindaci dell’Alto Molise di formare un polo scolastico – ha aggiunto l’Assessore Di Sandro – è stata immediatamente valutata come una novità da prendere in seria considerazione, ora occorre un ulteriore sforzo da parte degli amministratori: per dare corpo all’iniziativa, devono presentarci un progetto soprattutto per quanto riguarda gli edifici che dovranno essere utilizzati e richiedono interventi di completamento e adeguamento alle norme di sicurezza. Devono essere conservati nei paesi gli asili, eventualmente accorpati con la scuola primavera, ma vanno assolutamente eliminate le pluriclassi perché impediscono ai bambini di raggiungere una preparazione adeguata ai tempi. Dal prossimo anno poi si dovrà agire secondo piani triennali attraverso i quali programmare seriamente il futuro”. 
In apertura della conferenza, alla quale hanno partecipato numerosi rappresentanti di amministrazioni comunali, tra i quali il Sindaco di Frosolone, Sabatino Farese, il Sindaco di Civitanova del Sannio, Gino Cardarelli, ed un ex amministratore di Lupara, alla presenza di un pubblico che ha trovato il tema di grande interesse, Luciano Scarpitti, Presidente dell’Associazione “Il Glicine” ha sottolineato: “ Abbiamo deciso di affrontare questo tema perché i nostri territori sono afflitti da due problemi: il trasferimento delle giovani famiglie nelle città perché lì trovano maggiori servizi, e la forte contrazione delle nascite. Ciò indebolisce enormemente la struttura scolastica dei paesi di montagna dal momento che il ridotto numero di bambini imporrà inevitabilmente la chiusura di molte scuole o il ricorso al sistema cosiddetto delle “pluriclassi”, molto diffuso un tempo soprattutto nelle campagne”. 
“Intendiamo presentare alla Regione – ha dichiarato il Sindaco di Carovilli, Antonio Cinocca – uno studio di fattibilità che sia sostenibile sotto l’aspetto numerico, sotto l’aspetto dei servizi, sotto l’aspetto dell’efficienza economica e che dia risultai concreti per il miglioramento delle condizioni di vita sociale”.
“L’iniziativa del polo scolastico è importantissima – ha dichiarato il Dirigente scolastico provinciale di Isernia, Rossana Di Pilla – perché se non saranno prese iniziative di questo genere nel giro di pochi anni scompariranno le scuole dai paesi dell’Alto Molise. Occorre, inoltre, controllare la sicurezza degli edifici – ha aggiunto Rossana Di Pilla – e rinforzare il sistema dei trasporti pubblici”.
“Gli amministratori locali hanno preso coscienza dei problemi e hanno saputo mettere da parte qualsiasi campanilismo – ha dichiarato Angelo Iapaolo, Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Isernia – ora occorre ottimizzare le risorse per procedere all’adeguamento delle strutture con gradualità e trasparenza e per facilitare la mobilità dei ragazzi attraverso i trasporti, eliminando per prima cosa le cosiddette 'corse fantasma'”.
“Dobbiamo prima di tutto conservare quello che abbiamo – ha sostenuto il Sindaco di San Pietro Avellana, Antonio Di Ludovico – in particolare i posti di lavoro. E’ molto strano – ha aggiunto Di Ludovico – che hanno più operai forestali certi paesi del Basso Molise che noi che siamo immersi nei boschi”.
“E’ importante sostenere l’iniziativa di questi sindaci nella creazione del polo scolastico – ha dichiarato Mario Lombardi, Consigliere provinciale di Isernia – per andare incontro alle esigenze di una popolazione che eroicamente resiste a vivere in paesi di montagna in cui i costi sono molto più elevati che altrove. La Regione, che talvolta sembra osteggiare qualsiasi iniziativa in favore dei comuni montani dovrebbe invece mettere in atto strategie preventive contro lo spopolamento”. 
“Quello che si vuole creare con questa iniziativa – ha ribadito Alfredo Marrone, Sindaco di Pescolanciano – è qualcosa che sappia attirare e interessare gli studenti anche da altri paesi al di fuori dei nostri. Il nostro impegno – ha aggiunto Marrone – è quello di evitare sprechi e doppioni; così se in un paese si fa il polo scolastico, in un altro si farà la casa per anziani e negli altri si porteranno avanti altre iniziative, sempre da un punto di vista unitario. Poi, insieme, si dovrà pensare allo sviluppo, alle attività produttive, al turismo e tutto il resto”.
“Attualmente le amministrazioni comunali hanno grandi difficoltà a gestire qualsiasi problema – ha dichiarato Egildo Di Pilla, sindaco di Chiauci – io ho vissuto in prima persona lo spopolamento del paese e so bene ad esempio quanto sia complicato organizzare tutti i servizi comunali come ad esempio il trasporto con lo scuolabus, mettere d’accordo gli orari del personale e quanto sia costoso tutto questo”.
“L’unico investimento veramente importante e urgente da fare – ha dichiarato Giovanni Tesone, Sindaco di Pietrabbondante – è quello sulle strutture, per rendere sicure quelle esistenti ed eventualmente aggiungere dei moduli certificati sotto l’aspetto della sicurezza. Poi attivare delle sinergie che ci facciano crescere tutti insieme”.
“Con convinzione abbiamo sposato il progetto del polo scolastico – ha affermato Mauro D’Andrea, vicesindaco di Roccasicura – perché siamo convinti che sia l’unico modo per conservare i nostri paesi e combattere lo spopolamento”.
“E’ estremamente positivo vedere tanti sindaci che hanno saputo trovare una base di accordo – ha dichiarato in conclusione l’Assessore Di Sandro – ora tocca alla Regione decidere quale strada vuole seguire, se quella della produzione di energia o quella dei prodotti tipici di qualità, dell’ambiente, del turismo; e questa è una decisione che dobbiamo prendere tutti insieme”. (Fonte: altomolise.net)
Maurizio d'Ottavio

Sgarbi e Oliviero Toscani contro l'eolico a Pietrabbondante ed Altilia


Vittorio Sgarbi difende il Molise e il suo paesaggio:‘L'assoluta indifferenza che si riserva al Molise'. E' così che ha sintetizzato il rischio di sacrificare anche Altilia e Pietrabbondante al business dell'eolico. L'eolico è una straordinaria opportunità di produrre energia pulita ma quando si passa il limite del buon senso somiglia troppo ad una speculazione fine a se stessa e può devastare i territori, proprio come accade con le produzioni inquinanti. La coscienza del proprio paesaggio è una ricchezza che i molisani non hanno mai imparato a difendere, forse perché abituati alla bellezza, come fosse scontata e intoccabile. Così non è e l'abbiamo imparato in pochi anni, senza avere il tempo di evitare scempi che invece evitabili lo sono. Basta un po' di buon senso e un po' di orgoglio in più. 

Nel suo intervento alla presentazione del progetto di Oliviero Toscani 'Nuovo paesaggio italiano', Sgarbi ha denunciato il rischio di perdere per sempre la bellezza di Altilia e di Pietrabbondante: "Un paesaggio già deturpato da mille pale eoliche che ora minacciano anche luoghi sublimi come quello di Altilia, a Sepino, e la zona archeologica di Pietrabbondante, ad Isernia, nell'assoluta indifferenza che si riserva al Molise''.

Una voce autorevole che idealmente raccoglie l'allarme già lanciato in loco. "Nuovo paesaggio italiano" è un progetto ideato da Oliviero Toscani che insieme alll'accademico dei Lincei e direttore della Scuola Normale superiore di Pisa Salvatore Settis, il vicepresidente del Fai Marco Magnifico e l'imprenditore edile e viticoltore presidente della holding Terra Moretti, Vittorio Moretti, hanno presentato un progetto che prevederà la partecipazione collettiva dei cittadini. Sarà un archivio vero e proprio di scatti aggiornati di angoli d'Italia: "Siate delatori contro lo scempio paesaggistico, fate si' che la fotografia diventi utile memoria storica dell'umanità" sono le parole di Toscani. Il famosissimo fotografo comporrà' una sorta di murales-rotolone lungo 100 metri, che verrà' esposto in ogni città. La prima mostra si terra' sabato 10 luglio a Suvereto, presso la cantina toscana Petra progettata da Mario Botta. Questa dimostrazione non vuole essere solo una denuncia dell'abusivismo e della cementificazione del nostro paesaggio ma anche un mezzo per far sì che il cittadino stesso sia cosciente di ciò che sta osservando, rendendolo partecipe e soprattutto capace di denunciare quello che si ritiene oggettivamente "bello" o meno. (Fonte: Primapaginamolise)
Si veda anche l'ottimo sito Viadalvento.

mercoledì 16 giugno 2010

Domenico Pellegrino. Teatro Italico, niente soldi per gli scavi

Articolo uscito sul Quotidiano del Molise il 15 giugno 2010 del presidente dell'Assomab Domenico Pellegrino che risponde alle critiche di Michele Petraroia sottolineando la mancanza di fondi per nuovi progetti di scavo nell'area archeologica.
Teatro Italico, Niente Soldi Per Gli Scavi. Quotidiano Del Molise, 15 Giugno 2010